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Con il Pirelli Emilia-Romagna round, il Misano World Circuit ospita il mondiale Superbike per la trentesima volta nella storia ed è uno dei tre impianti più presenti in calendario, a pari merito con Phillip Island e Assen. Proprio in Olanda, quest’anno, Ducati ha tagliato il traguardo delle 400 vittorie nella massima categoria delle derivate di serie, continuando la scalata al record nel successivo appuntamento di Barcellona in cui Bautista ha messo a segno altri tre successi consecutivi.

Al momento, la Casa di Borgo Panigale è la marca più vincente di sempre e con 403 primi posti complessivi, conduce su Kawasaki staccata a 177 trionfi. Favorita anche a Misano, vediamo quanto la pista romagnola sia storicamente amica delle “rosse”, o se in passato abbia riservato delle sorprese per i beniamini del caloroso pubblico della Riviera.

1991-1999
Nella prima edizione della Superbike a Misano datata 1991, fu un tripudio Ducati con l’americano Doug Polen che firmò la pole-position, per poi imporsi in entrambe le manche (che si disputavano nella sola giornata della domenica). Polen era leader del campionato sin dalla seconda giornata e vi rimase fino alla fine conquistando il titolo.

Dopo un anno di diserzione dell’allora “Santamonica”, nel 1993 fu nuovamente una festa Ducati e far impazzire il pubblico ci pensò Giancarlo Falappa nella stessa modalità pole-Gara1-Gara2, questa volta tutto tricolore. Nel 1994, ancora Falappa, ma solo nella seconda manche perché la prima e il miglior tempo in qualifica andarono a Scott Russel su Kawasaki. 1995, ancora Ducati con Carl Fogarty titolare della Superpole e un sorprendente Mauro Lucchiari, primo nelle due gare.

Nel 1996, Misano ospitò la tappa di apertura del WorldSBK e a mettere tutti sull’attenti in quel round di metà aprile fu John Kocinski che abbinò due vittorie alla pole-position del sabato. Passato in Honda HRC l’anno dopo, Kocinski vinse Gara2 del 1997 dopo che Pierfrancesco Chili aveva battuto tutti nella prima prova su Ducati, mentre la qualifica era stata dominata a Akira Yanagawa su Kawasaki. Troy Corser mise a segno la pole-position (di cui diverrà storico specialista) del 1998 con Ducati, ma le vittorie furono di Aaron Slight su Honda ufficiale, mentre nel 1999, Fogarty e Ducati fecero mambassa, dominando a cronometro e nelle due gare.

2000-2009
A Misano, il nuovo millennio si aprì con uno splendido tris targato Aprilia e sottoscritto da Troy Corser che si impose in Superpole e gare, mentre nel 2001, a tenere al vertice i colori Ducati si prestarono tre diversi protagonisti di quella stagione e alla pole di Neil Hodgson, si allinearono Troy Bayliss e Ben Bostrom con un successo ciascuno. Nel 2002 il tiro da tre Ducati porta la firma di Troy Bayliss che sbaragliò la concorrenza, interna ed esterna, mentre nel 2003, fu la volta di Hodgson sempre primo a cronometro e della doppietta del suo compagno di scuderia, team Fila Ducati, Ruben Xaus.

Tre Ducati dominarono anche il GP di Misano del 2004, con tre piloti diversi di tre differenti team. Steve Martin si prese la prima posizione in griglia, mentre Règis Laconi e Chili si divisero le due vittorie. Nel 2005, Corser su Suzuki segnò la pole, ma la doppietta Ducati fu di Laconi. Il 2006 vide solo la vittoria di Gara1 per Bayliss e la marca bolognese, dopo la pole-position di James Toseland su Honda e prima della vittoria Yamaha portata a termine da Andrew Pitt. Corser batté tutti a cronometro anche nel 2007 in sella alla Yamaha, prima che un’altra doppia vittoria di Bayliss esaltasse il popolo dei ducatisti. Mentre Corser faceva valere il suo abbonamento alla pole per il 2008, Max Neukirchner vinse Gara1, lasciando e Xaus e alla Ducati del team Sterilgarda GoEleven, la vittoria nella seconda manche. Solo il miglior tempo per la Ducati di Jakub Smrz nel round di Misano del 2009, anno in cui un extraterrestre come Ben Spies annichilì molti veterani della serie, ma vinse solo la prima prova, lasciando il successo di Gara2 a Jonathan Rea con Honda.

2010-2022
Sempre Corser in pole, stavolta con BMW, nell’anno di Max Biaggi, che stravinse con l’Aprilia le due gare del 2010 e per Ducati si dovette attendere Carlos Checa, che l’anno dopo chiuse il round di Misano con una doppia vittoria per il team Althea (portando a casa il titolo a fine stagione). Con il binomio Biaggi-Aprilia ancora stravincenti nel 2012, l’appuntamento di Misano saltò una stagione, tornando in pianta stabile dal 2014 dove le Kawasaki si imposero su tutti i fronti, così come nel 2015, 2016 e in parte del 2017 quando Marco Melandri riuscì a riportare la Ducati sul primo gradino del podio nella seconda gara.

Anche il 2018 visse un weekend di Misano con tutt’altri colori, mentre nel 2019 Alvaro Bautista spezzò per un attimo l’egemonia di Rea e della Kawasaki, trinonfando nella Superpole Race della domenica mattina. Il 2020 lo vinse il Coronavirus, ma dal 2021, le cose tornarono a girare nel verso giusto. Michael Ruben Rinaldi vinse Gara1 e Superpole Race, mentre la scorsa stagione, Bautista vinse Gara1 e Gara2, avviandosi verso il suo primo titolo della categoria.

Con una longeva presenza nel campionato per moto di produzione, questo autodromo è stato scenario di tante battaglie vinte da Ducati e i numeri ci dicono essere terreno di caccia per le veloci moto italiane con un bottino di 34 vittorie, che corrispondono a più dell’8,43% dei successi totali. Quello che più convince gli appassionati però, è sicuramente il clima entusiasmante, eccitante e l’atmosfera del Misano World Circuit, che si infiamma quando una roboante Ducati taglia per prima il traguardo.

Fonte: https://motori.virgilio.it

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Moto Club Biassono

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