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Cosa ha detto la sessione in Australia, alla viglia del campionato che nel week end scatta sulla stessa pista, con la Ducati dell’iridato Bautista velocissima e le star Rea e Razgatlioglu che però non partono battuti

Massimo Falcioni

Messi alle spalle i test invernali con la due giorni del 20-21 febbraio a Phillip Island, la Superbike è pronta per l’apertura iridata stagionale del prossimo week-end sullo stesso impegnativo e spettacolare circuito australiano. Si sa che i test pre campionato vanno presi con le pinze. Specie se, come questi ultimi di Phillip Island, fatti a ridosso del primo round mondiale. Tuttavia, i tempi sul giro sono sempre significativi come punto di riferimento perché nessun pilota scende in pista per fare il “turista”. Ancor di più hanno valore i dati delle telemetrie che, però, sono off-limits. 

tutti in fila

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Nella combinata delle due giornate di prove, pur senza strafare, Bautista con il suo 1’30.272 ha messo tutti in fila, con i primi sei piloti (2° Locatelli-Yamaha +0.072; 3° Rinaldi-Ducati +0.229; 4° Razgatlioglu-Yamaha +0.402; 5° Rea-Kawasaki +0.444; Aegerter-Yamaha +0.467) racchiusi nel gap di mezzo secondo e i primi dieci in un secondo, con Petrucci undicesimo (1’31.351 + 1.079 da Bautista) e + 0.028 dal decimo tempo di Bassani (1’31.323), entrambi in recupero, pur dopo un contatto causato da Axel (ha chiesto scusa al Petrux) che li ha mandati a terra. Numerose, infatti, le cadute, che non hanno risparmiato neppure il tris d’assi Bautista-Rea (due scivolate)-Razgatlioglu.

bautista, il migliore ma non il più veloce

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Dicevamo di Bautista, miglior tempo e con un gran passo, sull’1 e 31” basso e – udite udite! – con una velocità massima minore (312.1 km/h) nell’ultima giornata, quella del giro veloce, rispetto a quella da lui fatta il primo giorno (314.9 km/h). Che Alvaro abbia pelato un attimo l’acceleratore sul dritto lasciando quasi 3 km/h di differenza (2.8) per non scoprire tutte le sue carte? Comunque, i tempi di questi test sono destinati a scendere nel prossimo week-end di qualifica e gare anche in relazione ai giri record del passato. Sul circuito australiano, il primato Sbk risale al 2019 (Rea: 1’30.075) e il miglior tempo in qualifica è quello fatto nella Superpole 2020 da Tom Sykes su Bmw: 1’29.230. 

il divario resta

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Nelle corse niente è scontato e i pronostici sono fatti per essere smentiti, ma dopo le prove a Jerez, Portimao e Phillip Island c’è la conferma di quel che già si sapeva: il favorito del mondiale Superbike 2023 è il binomio campione del mondo in carica Alvaro Bautista-Ducati. ‘Bau-Bau’ è motivato e in piena forma con la sua Rossa ancora migliorata (soprattutto più fluida in guidabilità) rispetto alle nuove Yamaha e Kawasaki, sempre in difficoltà nel tenere il passo della Rossa, specie in accelerazione e sul dritto, e con Honda e Bmw in cerca del salto di qualità che stenta ad arrivare. Questi ultimi test, nello zig-zag della scelta gomme, hanno infatti confermato il divario tecnico di potenza, velocità e accelerazione fra la Ducati e le moto avversarie, specie a danno della Kawasaki (pur migliorata nell’elettronica e nel telaio) per non parlare di Honda e Bmw. 

la yamaha

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In Yamaha (moto con la stessa velocità di punta della Ducati di Bautista: 314.9 Km/h) Razgatlioglu resta l’indiscusso number one, sempre pronto alla chiamata in MotoGP. Il pilota turco, gran manico, dovrà vedersela anche con il compagno di squadra Andrea Locatelli, il miglior italiano nei test in Australia con il secondo tempo (+0.072) in mezzo ai due ducatisti ufficiali, Bautista e Rinaldi. Il 26enne pilota lombardo, già iridato Motorsport del 2020 e campione italiano Moto3 2013 è deciso a passare dal ruolo di outsider fuori podio (4° e 5° negli ultimi due mondiali Sbk) a quello di guastatore del tris d’assi Bautista-Razgatlioglu-Rea e, comunque a confermarsi primo degli italiani, Rinaldi e Bassani permettendo. 

rea e i giri motore

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E Jonathan Rea? Nel 2022 Rea si lamentava per mancanza di potenza della sua moto e alla vigilia della nuova stagione continua a lamentarsi. Ciò porta il 6 volte campione del mondo a non essere il favorito, una condizione solo apparentemente negativa, perché la minore pressione potrebbe portarlo al colpaccio quale terzo incomodo fra Bautista e Razgatlioglu. Rea è anche rimasto deluso dal NO della FIM alla nuova omologazione del motore Kawasaki 2023. La Casa di Akashi ha presentato un nuovo propulsore della sua ZX-10RR con 500 giri/min in più passando da 14.600 a 15.100 giri ma il regolamento non lo ha consentito. Per ottenere più giri motore sarebbero servite tante operazioni di modifiche tecniche da rendere più semplice rifare la moto completamente. Questo è quanto, detto in due parole. Comunque, con un pilota come Rea mai dire mai. Idem per la “verdona” pur sempre una signora moto e figlia pluri iridata di una grande Casa.

superbike con propria connotazione

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Nel 2023, soprattutto, la Sbk è chiamata a dimostrare che non è la “brutta copia” della MotoGP e tanto meno l’alternativa della classe regina del motociclismo. E’ un altro campionato. Una categoria ricca di spunti interessanti, ma sempre discutibile sul piano dell’identità agonistica e dei regolamenti tecnici che oggi consentono di correre con moto che girano su tempi vicini a quelli della MotoGP con costi dieci volte inferiori. I conti non tornano. Prima o poi i nodi verranno al pettine.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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