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Uscito nelle sale italiane il 25 maggio, Top Gun: Maverick è il film che trasforma definitivamente un cult degli anni ottanta in una mini saga. Come in ogni sequel che si rispetti, vengono riproposti riferimenti del format originale e tra questi, spicca l’elemento motocicletta.

Un cult anni ‘80

Nella pellicola del 1986, diretta da Tony Scott, Pete “Maverick” Mitchell (Tom Cruise), aviatore della marina statunitense, grazie a meriti militari trascorre un periodo di duro addestramento presso una scuola dell’aviazione chiamata Top Gun. A questo corso accedono solo i migliori elementi e Mitchell mette in mostra tutte le sue doti.

Il racconto prevede i classici scontri tra gli esuberanti compagni di corso, l’incontro amoroso con la bella astrofisica Charlotte “Charlie” Blackwood (Kelly McGillis) e una missione vera che il protagonista deve affrontare dopo la perdita dell’amico e navigatore Goose, durante un’esercitazione. Il tutto si conclude con un lieto fine e la carriera di Maverick che decolla (bello il gioco di parole) definitivamente.

La moto come identità

Spesso accade che la produzione cinematografica utilizzi un mezzo di trasporto, in questo caso la moto, come elemento caratterizzante del personaggio in questione. In vari momenti, infatti, Cruise guida una Kawasaki GPZ 900R. L’8 dicembre del 1984, la GPZ 900R fu proclamata dalla stampa di settore, bike of the year. Quando nell’anno precedente, una nota rivista italiana l’aveva provata sul circuito californiano di Laguna Seca, l’aveva definita “bella come una dea e veloce come una scheggia”. Il generoso motore sviluppava infatti 115 Cv per una velocità massima di circa 250 Km/h.

Com’era

Questa moto è il risultato evolutivo delle grosse Kawasaki che negli anni ’70 avevano conquistato il pubblico con la serie Z, punto di riferimento nelle sue versioni 900, 1000 e 1100, ma che non erano più in grado di sostenere la concorrenza nel nuovo decennio. Il sistema di raffreddamento ad aria era uno dei punti su cui intervenire nel progettare una nuova moto. Dopo aver sperimentato propulsori a sei cilindri o quattro a V, l’opzione migliore fu un quattro cilindri in linea raffreddato a liquido che, grazie a soluzioni di meccanica come la catena di distribuzione laterale, misurava dodici centimetri in meno rispetto alla precedente versione ad aria.

Oltre a guadagnare 5 Kg in leggerezza, questo motore offriva prestazioni grazie anche a una ciclistica migliore sotto ogni aspetto. Il telaio aveva un traliccio superiore e mantenere il motore quale elemento stressato. La ruota anteriore era da 16” e la forcella comprendeva un sistema anti-dive. All’epoca, ci si aspettava l’alimentazione a iniezione, già vista sulle precedenti 1100, ma Kawasaki optò per quattro solidi carburatori. La prima (quella del film e la seconda), è delle cinque la serie di maggior successo, su un totale di 210.000 pezzi prodotti dal 1984 al 1988.

L’idea degli scrittori della storia era dare a Cruise una moto che all’epoca fosse nuova e particolarmente potente e veloce, per accostarla all’F-14 TOM CAT, aereo da caccia di punta della flotta americana di quegli anni. Pur essendo la moto sportiva che avrebbe poi aperto la strada alla lunga serie Ninja, la casa di Akashi non mostrò nessun tipo d’interesse a mettere in mostra il proprio brand (sottovalutando il film) facendo ricorrere la produzione ad un escamotage in puro stile anni ottanta.

Less is more

Sul serbatoio non compariva la scritta identificativa Kawasaki e dai fianchi fu rimosso il logo del modello. In sostituzione vennero messi degli adesivi rappresentanti gli stemmi della marina e dell’aeronautica militare americana per camuffare il forfait dell’azienda giapponese da ogni riferimento ufficiale. Un rimedio che ha avuto un grande effetto sul pubblico e ha immortalato per sempre la GPZ 900R tra le moto storiche del cinema e che tutti i motociclisti associano a Top Gun.

Successi fortuiti a parte, alcune scene in cui si vede bene la moto, sono lo spot ideale per la quattro cilindri che sfreccia al fianco di una pista, mentre un F-14 decolla prepotentemente sullo sfondo dell’inquadratura, prima di stagliarsi all’orizzonte inseguito da Maverick, senza casco come vuole la tradizione. Altra scena topica è quella dove il nostro aviatore impenna su un dosso stradale e la McGillis lo segue al volante di una non usuale Porsche Speedster.

In questo secondo capitolo della vita militare di Pitt Mitchell, il protagonista sale nuovamente il sella alla Kawasaki, ma questa volta è la modernissima e attuale Ninja H2 R con motore sovralimentato da oltre 300 Cv, più del doppio della GPZ, ma con la metà del carisma della vecchia quattro cilindri del primo film.

Due fatti curiosi

Tony Scott si ritrovò a dirigere Top Gun dopo essere stato scelto dalla produzione che aveva intuito in lui la capacità di rendere al massimo il tema della pellicola. A fargli da sponsor era stato lo spot girato dal regista per la SAAB, nota casa svedese produttrice di auto, ma soprattutto di aerei militari. Nel video, si vede bene la mano di Scott che per enfatizzare la storica qualità delle auto svedesi, accosta il modello 900 al caccia SAAB 37 Viggen a significare che fossero e in parte lo sono state, automobili prodotte con gli stessi criteri con cui si fabbricavano i più tecnologici apparecchi da guerra. A completare il cerchio, la grande somiglianza dell’anonimo personaggio della pubblicità con il Tom Cruise del film che ancora doveva nascere.

Nonostante una carriera piena di film d’azione e di tante moto presenti nelle sue scene, ai tempi delle riprese, Tom Cruise non guidava la moto. Per recitare, dovette prendere lezioni di guida nel parcheggio di un concessionario, ma dopo oltre un trentennio, l’attore hollywoodiano è una delle maggiori celebrità con una dichiarata passione per le moto, e ne possiede alcune molto rare e costose.

Fonte: https://motori.virgilio.it

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Di Moto Club Biassono

Moto Club Biassono

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