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Il fratello di Valentino Rossi e pilota del suo team VR46 in MotoGP: “Sono cresciuto in tutti gli aspetti: voglio e divertirmi e far ricredere chi dubita in me con il lavoro e i risultati”. Marco Bezzecchi: “L’accelerazione della moto e la gestione dell’elettronica sono le cose che finora mi hanno colpito di più”

Dopo la scenografica presentazione della squadra al teatro Rossini di Pesaro, il team VR46, alla sua prima stagione in MotoGP, è atteso alla conferma in pista nel week end del 6 marzo che dà il via al mondiale 2022. I piloti della squadra di Valentino Rossi non nascondono le proprie ambizioni, anche se partono da basi differenti: una Ducati ufficiale GP22 per Luca Marini, fratello di Vale, una GP21 per Marco Bezzecchi, al debutto in MotoGP.    

luca marini

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Luca Marini, autore del migliore tempo nel day-2 dei test MotoGP prestagionali in Indonesia è carico: “La moto è fantastica, io ho migliorato il mio stile rispetto 2021 e mi sento più forte, sia nella simulazione di gara, sia nella gestione della gomma anteriore e quindi più pronto a gestire le situazioni di difficoltà che mi si presentavano l’anno scorso. Mi piace molto anche  lavorare con il mio capotecnico David Munoz, una persona con cui ho pure un grande rapporto umano: credo che insieme faremo grandi progressi”.

percorso di crescita

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Luca spiega anche nel dettaglio il suo percorso di crescita e le correlate ambizioni: “L’anno scorso non sono riuscito a guidare al meglio perché il pacchetto aveva troppe difficoltà e quando è così non hai la calma necessaria per affrontare le cose e dimostrare quello che sai di poter fare: ora invece mi sento più a mio agio e ho lavorato duro, sia nel mio stile di guida, sia nell’adattamento alla moto, sia nella preparazione fisica che adatterò in stagione per capire dove dover progredire maggiormente. Ho nel complesso una maggiore consapevolezza – dice Luca Marini -. Scetticismo nei miei confronti? E’ un aspetto interessante, c’è da parte di tante persone, ma invito tutti a parlarmi per approfondire chi sono: chi lavora con me ha capito quello che valgo e questo basta. Posso solo far ricredere gli scettici lavorando ancor più duramente: non inizio il 2022 considerandolo come un anno di rivincita, ma di crescita per ottenere il meglio da questa ottima moto e divertirmi. Da quando hanno iniziato ad andare forte in MotoGP dei piloti con cui avevo combattuto ho iniziato a pensare che potevo essere pronto pure io per la top class e ora credo che il mio percorso fin qui sia stato corretto”. Il fatto di correre nella squadra del fratello Valentino Rossi non cambia la sua prospettiva: “L’obiettivo è lo stesso di altre squadre, cioè lottare per le posizioni che contano: è bello avere Vale come capo perché hai più cose di cui parlare con lui rispetto a un capo diciamo standard, ma conta che tutto l’ambiente sia sereno, carico e preparato”.     

marco bezzecchi

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Il compagno Marco Bezzecchi, al debutto in MotoGP, dovrà pagare un inevitabile scotto al noviziato della top class: “Mi trovo affianco ai migliori piloti del mondo ed è una sensazione strana, dovrò abituarmi anche a questo – le sue parole -. La descrizione del funzionamento dell’elettronica, la necessità di essere puliti nel giro secco, l’accelerazione della Ducati e la sua precisione dell’avantreno sono le cose che mi hanno colpito di più in questo mio iniziale percorso di crescita. Rispetto alla Moto2, poi, si nota molto la differenza di rendimento fra  una moto e l’altra e percepisci il più elevato livello di competitività, ma  soprattutto devi capire bene l’elettronica. Finora mi pare un passaggio di categoria meno traumatico del salto da Moto3 a Moto2, ma ovviamente ho tanto da fare”. 

Fonte: https://www.gazzetta.it

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