0 0
Read Time:4 Minute, 3 Second

Non è solo il record del Campione del Mondo Moto3 2021 a impressionare nei test Moto2 di Portimao. Acosta corre con il piglio di chi sa cosa fare, come un predestinato. E prende sempre più corpo l’ipotesi di uno sbarco in MotoGP nel 2023 con Honda Hrc, Ktm permettendo…

Resta valido il monito di prendere sempre con le pinze i test pre-campionato ma dalla tre giorni di prove ufficiali Moto2 a Portimao emergono fatti chiari che fanno capire l’aria che oggi tira nella categoria di mezzo e che possono tracciare i binari della stagione 2022 al via il 6 marzo in Qatar. Il primo elemento importante riguarda in assoluto il debuttante 17enne spagnolo Pedro Acosta che svetta nella classifica finale dei tempi bruciando tutti gli avversari e il record della pista con uno stratosferico 1’41.552 abbassando di ben sei decimi il record precedente di Raul Fernandez ottenuto con la pole dell’Algarve. Un super tempo, una dichiarazione di intenti, questa di Acosta, specie per i “senatori” di una categoria rimasta orfana di alcuni protagonisti passati in MotoGP e che si trovano adesso il rookie spagnolo come guastafeste.

acosta show

—  

Peraltro Acosta ha ottenuto il giro più veloce mai fatto in Moto2 sulla pista portoghese nel turno mattutino dell’ultima giornata di test, dando poi forfait nella chiusura del pomeriggio, come dire: “basta così!”. Dunque, alla vigilia del Mondiale, il giovane talento murciano ha fatto parlare il cronometro dimostrando sin dalla prima uscita ufficiale in pista di volere bissare quest’anno in Moto2 quanto già fatto la scorsa stagione in Moto3: cioè vincere il titolo subito, al primo anno. Tale exploit, né facile né impossibile per un manico di tale livello, potrebbe offrire ad Acosta il pass per entrare sin dal 2023, e dalla porta principale, in MotoGP dove è atteso con le braccia aperte e con un assegno in bianco dai top team, Hrc-Honda in primis, con la Ktm che ha già fatto capire di non potersi permettere follie per trattenere il suo gioiellino.

moto2, gli altri

—  

Il secondo punto riguarda il podio virtuale della classifica dei tempi con solo tre piloti dentro l’1’41”: dopo Acosta c’è, a un decimo e mezzo (+o”154) il compagno di squadra Augusto Fernandez (team Red Bull Ktm Ajo in gran spolvero) seguito dall’’altro debuttante Aron Canet (veloce ma più volte a terra) a 0″267 dalla vetta e a 0″113 da Fernandez. Il terzo punto è dato dai piloti sull’1’42”: dal quarto Aldeguer (1’42″115 + 0″563 da Acosta) al sedicesimo Baltus (1’42″898 ) con un gap dal primo non proprio insignificante di quasi un secondo e mezzo (+1″346). Dieci piloti sull’1’43: dal 17esimo Salac (primo pilota del Team Gresini con 1’43″023 con gap di 1″471) al 26esimo Kubo (gap di 2″554). Fanalini di coda il 27esimo Kelly (Usa, 1’44″118 +2″566) e il 28esimo Corsi (MV Agusta Forward Racing) 1’44″142 +2″590.

moto2, gli italiani

—  

Terzo punto, molto importante, riguarda gli italiani dai quali ci si sarebbe aspettato di più, molto di più di un solo pilota nella top ten: nono posto di Celestino Vietti (VR46) 1’42″512 praticamente un secondo (+0″960) da Acosta. Seguono Tony Arbolino (Marc Vds 11° 1’42″618 +1″066), Lorenzo Dalla Porta (Italtrans Racing 14° 1’42″791 +1″239), Alessandro Zaccone (Team Gresini 21° 1’43″493 +1″941), Romano Fenati (MB Conveyors Speed Up Boscoscuro 22° 1’43″505 +1″953), Nicolò Antonelli (VR46 23° +1″955) e il già citato Corsi, 28° 1’44″142 a due secondi e mezzo poco più. Per alcuni piloti italiani, alla seconda o addirittura alla terza stagione in Moto2, il 2022 può essere decisivo: o si lascia il segno con i risultati o buonanotte ai suonatori, con l’addio al mondiale. C’è da dire che, a fine test, nessun pilota italiano aveva il muso lungo per i tempi fatti registrare nella tre giorni: ciò perché ci si è concentrati meno sul giro singolo badando di più al feeling con le nuove soluzioni tecniche e i nuovi assetti. I nostri, in generale, si sono trovati bene sul passo, facendo segnare buoni tempi con gomme usate, da gara, meno con le nuove, specie all’anteriore. Resta il fatto che, al di là delle parole e dei silenzi, anche i piloti italiani, alla pari di tutti gli altri, hanno tentato il time attack, però con risultati non eclatanti. In conclusione: non poche le cadute (Schrotter, Alcoba, Arenas, Zonta van den Goorbergh, Canet, Dixon, Zaccone, Rodrigo, Aldaguer, Salac) particolarmente nocive per alcuni protagonisti quali Filip Salac, Marcel Schrotter e Bo Bendsneyder, questi ultimi due difficilmente al via nel round d’apertura del Mondiale il 6 marzo in Qatar.   

Fonte: https://www.gazzetta.it

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Di Moto Club Biassono

Moto Club Biassono

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.