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Il rinnovo del pilota con la Ducati MotoGP, assegna a Bagnaia la leadership anche se non ufficiale. E’ una grande spinta per la corsa Mondiale, il tassello che serviva alla squadra italiana per completare il puzzle da titolo. Ora la sfida è reggere la pressione da favoriti

Massimo Falcioni

Come previsto, Pecco Bagnaia ha firmato il rinnovo del contratto con la Ducati in MotoGP fino alla fine del 2024. Ciò dà stabilità al rapporto fra il 25enne pilota torinese e la casa bolognese e pone le migliori premesse per la stagione 2022 che parte il 6 marzo in Qatar. Pur se scontato, il rinnovo ha un valore per tutta la MotoGP e dimostra il salto di qualità della Ducati Corse nella sua impostazione strategica e in particolare nel rapporto con i suoi piloti. L’obiettivo 2022 del binomio italiano è uno solo: la conquista del Mondiale MotoGP riportando quindi a Borgo Panigale il titolo Piloti che Ducati ha vinto solo quindici anni fa con Casey Stoner, nel 2007.

ducati a più punte

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Quest’anno, come noto, Ducati si presenta con lo stesso binomio ufficiale del 2021, Bagnaia e Miller, fornendo le sue Desmosedici MotoGP anche ad altre tre squadre satelliti: la confermata Pramac Racing e le “nuove” VR46 e Gresini Racing. Un totale, dunque, di otto moto in pista: cinque di queste saranno full factory 2022 (oltre a Bagnaia e Miller avranno le GP2022 con diverse sfumature tecniche Jorge Martin, Johann Zarco e Luca Marini) mentre gli altri tre piloti Enea Bastianini, Fabio Di Giannantonio e Marco Bezzecchi utilizzeranno la versione 2021 via via aggiornata.

leader bagnaia

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Ora è evidente che Bagnaia, pur non iniziando la stagione 2022 in Ducati come primus inter pares e neppure come “comandante” degli altri sei piloti in sella alle moto bolognesi, è oggi di fatto il number one e il simbolo della rossa. Ciò non per grazia ricevuta ma grazie ai risultati ottenuti in pista nel 2021, con quattro gare vinte, tre secondi posti e due terzi e il titolo di vice campione del mondo MotoGP rispetto a Miller, veloce con le due vittorie di Jerez e Le Mans ma discontinuo con quattro “zeri” e il quarto posto finale in campionato. Insomma, alla vigilia della rovente stagione 2022, ufficialmente in Ducati non c’è una classifica interna predeterminata anche se hanno un forte significato le recenti parole di Gigi Dall’Igna: “Al momento è Pecco il talento più grande”. Tradotto, a Borgo Panigale e partendo sempre dal concetto che l’importante è vincere, è evidente che Ducati vuol portare a casa questo Mondiale 2022 e farà di tutto per raggiungere il grande risultato. E’ altresì evidente che il titolo tutto italiano Bagnaia-Ducati avrebbe un valore extra, davvero storico per la casa bolognese e per il Motomondiale. 

rebus mondiale motogp

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Niente è scontato perché tante sono le incognite di un campionato, alla vigilia, apertissimo e perché le basi di partenza in Ducati (non solo sul piano tecnico) non sono le stesse del 2021. Come Bagnaia saprà gestire da subito la pressione, assai diversa da quella di inizio 2021, dato che parte mettendo – e dovendo mettere – diritto nel mirino il titolo di Campione del Mondo? Bagnaia sa bene che con questa nuova moto innovativa e di alto potenziale e con questa scelta Ducati anche sotto l’aspetto contrattuale, qualsiasi risultato 2022 fuori dalla conquista del titolo iridato verrebbe percepito come una sconfitta. La storia del motociclismo insegna che per un pilota un conto è fare una stagione in piena libertà senza obiettivi prefissati e quindi alla fine godersi il plauso di tutti per come è andata, un altro conto è sentirsi la pressione sulle spalle pagandone il fio in caso di risultato mancato. Questa, per Pecco, è oggi la sfida. 

ducati, ordini e no

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Sfida che riguarda ancor di più Ducati. Va detto che, fin qui, il team ha svolto un grande lavoro sul piano tecnico e anche sulla “ricostruzione” della squadra piloti, ufficiali e non. Da sempre, nel motociclismo e più in generale nel Motorsport, si discute sulla opportunità o meno di definire una gerarchia interna alla squadra prima che inizi il campionato. Ci sono esempi positivi e negativi rispetto a questa o a quella soluzione. Anche a Borgo Panigale sperano che quanto prima, subito dopo le prime gare, si possa entrare nella logica di dare “ordini di squadra”. Perché ciò significherebbe che uno dei piloti sulla rossa sarebbe in lotta per il titolo. A questo punto non resta che aver sempre pronto il tricolore e l’Inno di Mameli.      

Fonte: https://www.gazzetta.it

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