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Lo spagnolo alla decima stagione con Hrc in MotoGP: “Il segreto della convivenza? Le vittorie insieme. Chi vedo al mio posto? Mai messo bocca nelle decisioni del team sui piloti”

La nuova Honda MotoGP 2022 ha una livrea rivista e anche un design rinnovato rispetto al passato. L’occasione giusta per rivedere anche un nuovo Marc Marquez, dopo le vicissitudini degli ultimi due anni: la caduta a Jerez nel 2020, le tre operazioni al braccio, la diplopia di fine 2021 che gli ha fatto perdere gli ultimi due GP e ha fatto temere addirittura per la sua carriera. Però Marc, a pochi giorni dalla seconda sessione di test a Mandalika, sembra avere ritrovato il sorriso dei giorni migliori. E soprattutto sembra fidarsi di questa nuova moto, “nel quale ho visto il cambiamento più radicale di progettazione da quando sono in Hrc, da dieci anni”.

i dubbi di marquez

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“Ero pieno di dubbi, l’ho detto tante volte e non ho problemi ad ammetterlo”, ha detto l’otto volte campione del mondo — di cui sei in MotoGP — nella conferenza ufficiale dopo la presentazione della nuova RC213V firmata Hrc. “Ma tutti mi hanno detto che se fossi rientrato sarebbe stato per lottare per il campionato. So che devo fare sacrifici, so che devo fare più sforzi per farmi trovare pronto e dovrò fare altri sacrifici durante la stagione per giocarmi il Mondiale. È chiaro davanti a me. Non voglio iniziare la stagione pensando a eventuali limiti fisici, agli infortuni. Non girerò in pista pensando al braccio o al resto, io voglio concentrarmi sulla guida, sullo sviluppo della moto sulla quale ho due o tre idee che proveremo nei prossimi test, voglio concentrarmi sul migliorare il lavoro del team Honda”.

marquez tra passato e futuro

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Sarà un 2022 lungo e con un Marc Marquez “al momento non al 100%, se dovessi correre domani”. Ma, guardando indietro, lo stesso spagnolo valuta in maniera diversa la sua carriera: “Sì, se ripenso agli ultimi due anni mi rendo conto di che cosa è stato vincere in passato. Nel 2020 non ho corso, nel 2021 è andata meglio ma non ero al meglio, adesso comprendo quanto è difficile essere veloce, continuo, attento a non cadere, come ho fatto in passato. È chiaro, siamo molto lontani dal dominare un campionato con 100 punti di vantaggio, come in passato, oggi siamo molto vicini tra noi piloti. È come se iniziassi una nuova corsa nella mia vita”. Ma, andando più avanti con il pensiero, non c’è spazio per pensare al dopo, a un erede: “Chi mi piacerebbe vedere al mio posto? Semplicemente, non è una mia decisione, il primo rivale è il mio compagno, e sono contento se Pol andrà molto forte e se lo faranno anche i piloti del team Lcr. Ma in passato non ho mai messo bocca nelle decisioni di Hrc, quando è arrivato Jorge Lorenzo o quando è successo con Dani Pedrosa. C’è grande rispetto tra i piloti del team, e io mi sono sempre sentito molto rispettato da Hrc. Il segreto della nostra convivenza che dura da dieci anni? Beh, i risultati… Vincere aiuta”.

pol espargaro

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Il secondo spagnolo della Hrc dice di voler fare sul serio: “Mi sento pienamente coinvolto nel progetto, dal Qatar mi giocherò le mie chance al massimo, mi sento pronto. Quale team è cresciuto di più? Dai test si vedono alcune cose ma non si capisce tutto. C’è chi cerca lo sviluppo, chi di fare i tempi, qualcuno lavora molto controllato, quindi è difficile pesare i valori. Ho visto Aprilia in grande forma, sono cresciuti molto, però si vedrà più avanti”, ha detto Pol Espargaro.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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