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Il #44 del Repsol Honda Team riflette con motogp.com sugli obiettivi, il futuro, il ritorno di Marc Marquez e molto altro

Dopo un primo anno di adattamento alle richieste della RC213V, Pol Espargaro (Team Repsol Honda) affronta la nuova stagione 2022 del Campionato del Mondo MotoGP™ con entusiasmo rinnovato. Immerso in quello che è “un inizio difficile per tutti i piloti”, il catalano affronta diversi temi con noi di motogp.com da Sepang, dove ha affrontato il primo Test Ufficiale dell’anno, terminato con un incoraggiante posto nella top 10. Nonostante il caldo soffocante della Malesia, i piloti della classe regina hanno dimostrato, ancora una volta, di essere fatti di una pasta diversa: “Qui è molto difficile, ma per quando saremo in Thailandia ci saremo adattati al cento per cento”.

Dopo una pausa invernale che “si fa sempre molto lunga” durante la quale si è comunque allenato col ‘flat track’, motocross, moto stradali e un’altra serie di discipline, Pol è “felice” di ritrovare il paddock e le sensazioni uniche che trasmette la MotoGP ™. Nel 2022 punta a vivere un anno diverso essendo già familiare con la moto e con l’ambiente Honda che, tra le altre cose, ha migliorato le prestazioni della moto. Il passo avanti in termini di motore o grip posteriore erano aspetti già palpabili al Test di Jerez, anche se il più giovane dei fratelli Espargaro, soddisfatto, era stato prudente nel suo intervento. Quel progresso doveva essere confermato.

Aspettative con la nuova RC213V

“È vero che la moto è diversa. Che, nei circuiti dove abbiamo percorso, ci ha dato ‘feedback’ positivi”, ha ammesso alla vigilia del recente Test, consapevole della necessità di correre in altri circuiti e accumulare dati prima di saltare a conclusioni. Inoltre, resta da capire a che livello si collochi la nuova RC213V rispetto alla concorrenza: “Non sappiamo dove siano migliorate le altre moto, fino che punto saranno più veloci, perché qui migliorano tutti”. Ecco perché una certa prudenza “fa bene a mantenere un po’ di realismo”, anche se la conferma di Sepang lascia intendere che dopo i prossimi Test a Mandalika, la Honda potrebbe uscirne più forte in vista dell’inizio di stagione in Qatar.

Puig sul progresso di Honda: “Uno dei nostri test migliori”

Della nuova RC213V si parla tanto, ma, se c’è un’area che può essere la chiave di volta per le aspirazioni di Polyccio, stiamo parlando del grip posteriore della sua moto: “Senza dubbio per me il grip al posteriore è fondamentale. Marc ha la capacità, e si è adattato in questi dieci anni con la Honda, a lavorare con poco grip, gli piace e così si sente a suo agio. Ma per me è difficile e anche per gli altri piloti, quindi Honda ha lavorato un po’ di più durante l’assenza di Marc su quell’aspetto e hanno migliorato molto la moto fornendoci più aderenza, più grip alla ruota posteriore sia in entrata che in uscita di curva, e questo, alla fine, non lo so se ci darà molta velocità, ma quello che ci darà è molta sicurezza, un aspetto altrettanto importante. Essere più sicuri ti dà anche maggiore fiducia per andare più veloce, frenare più tardi, entrare in curva con più velocità. Quindi è importante essere veloci, ma essere sicuri sulla moto è fondamentale”.

Il messaggio di Puig

Col progredire della stagione 2021, in Honda hanno potuto assistere ai progressi di Pol, protagonista di due episodi di punta firmando la ‘pole position’ a Silverstone e salendo sul podio al GP dell’Emilia-Romagna con un brillante secondo posto, il suo miglior risultato in MotoGP™. Il colpo sul tavolo dato al GP di Gran Bretagna, che lo ha visto chiudere con la top 5 in gara, è stato preceduto da una ‘rabbia’ motivazionale del suo Team Manager, Alberto Puig. Qual è il messaggio per il 2022? “Sono in contatto costante con Alberto. Parliamo sempre, sia telefonicamente che di persona e questo ovviamente mi aiuta ad avere un contatto più diretto con la casa. Inoltre, Alberto è una persona molto diretta e molto autentica, non specula su niente e quello che ti dice, lo dice quando ne è sicuro, è molto cauto e ti comunica poche cose, ma quello che dice è vero, diretto e chiaro, questo mi aiuta molto mi trasmette molta fiducia e sicurezza”.

“Ci siamo parlati molte volte quest’anno prima dell’inizio del pre-stagione e il messaggio è chiaro: dobbiamo continuare a spingere, dobbiamo essere al top, dove questi colori meritano di essere e non c’è un’altra strada che non sia stare tra i primi cinque o tre” aggiunge un Pol che è pronto ad affrontare un anno chiave per l’intera griglia di partenza. Lui, infatti, ha il suo attuale contratto con Honda in scadenza alla fine del 2022. È un anno “importante per chiudere i contratti” sottolinea, anche se il talento di Granollers ricorda che i piloti della classe regina sono sempre sotto la lente d’ingrandimento e “devono sempre essere costanti”.

Il giro della pole position di Pol a Silverstone, con TISSOT

Regolarità e ambizione

“È chiaro che quest’anno per me è importante perché l’anno scorso è stato un anno di esperienza con una moto che non era al massimo livello. Quest’anno è molto diverso, la moto è molto diversa. Abbiamo iniziato con Marc già nel pre-stagione e questo ci aiuterà a sviluppare la moto. Inizio con molta più esperienza, conosco molto di più la moto e il team” commenta prima di sottolineare la sua ambizione. “Quest’anno è molto, molto diverso, so quello che troverò e sono in grado di raggiungere i risultati che penso di poter raggiungere, quelli per i quali mi battevo a fine anno”.

Il futuro con Honda

Se raggiungerà i suoi obiettivi, Polyccio spera di estendere il suo progetto con la Honda, dove si sente a suo agio dopo aver lasciato alle spalle una tappa di quattro anni con KTM: “La Honda mi fa sentire a mio agio, mi dà la sicurezza di cui ho bisogno per continuare insieme oltre questi due anni di contratto e credo fermamente che facciamo una bella coppia. La mia intenzione, e credo anche di Honda, in questo momento è quella di continuare insieme ma è evidente che questa decisione va di pari passo ai risultati che raggiungeremo quest’anno, da parte mia e di Honda. Al momento non ci sono dubbi: siamo uniti su questa strada“.

“Sapevo che sarebbe stato difficile all’inizio, come si è dimostrato, ma senza dubbio da entrambe le parti siamo disposti a dare il massimo fin dall’inizio di questa stagione per poter chiudere un altro contratto ed è quello che voglio e che vuole la casa, quindi, fino a quando non sarà detto il contrario, continueremo su questa linea” afferma sul suo futuro. Nel breve periodo il #44 spera di trarre vantaggio dal ritorno di Marquez: “Per me e per tutta la Honda è molto importante che Marc sia qui. Innanzitutto perché è un pilota che compierà dieci anni con questa moto quest’anno. Dieci anni con una moto, ti permettono di avere una conoscenza incredibile nell’intero processo che ha avuto. In termini di miglioramento, comprensione con gli ingegneri e nel sapere come affrontare il problema dello sviluppo di una moto, penso che in questo momento in Honda non ci sia nessuno migliore di lui, il livello di esperienza, Marc è fondamentale e poi ovviamente con la velocità che ha, porta la casa ad un altro livello”.

Il fattore Marquez

“Non è lo stesso quando guidi e vedi che un pilota che con la tua stessa moto è capace di fare cose che pensavi impossibili, che ti fanno migliorare molto, a livello di risultati, ma anche a livello di guida – assicura Pol spiegando di osservare con estrema attenzione il compagno di squadra – Per me è importante che ci sia Marc. È sempre uno stimolo positivo. Non mi riferisco ai risultati, ma lo osservo per poter migliorare la mia guida, se c’è Marc mi aiuta ad impegnarmi ancora di più e questo mi porta ad essere un pilota migliore. Quindi, per me il ritorno di Marc è qualcosa di positivo, anche per la casa e vedremo se potremo sfruttare tutto questo per essere più veloci già nel pre-stagione per poi iniziare il Campionato con maggiore conoscenza di questa nuova moto di quanto non faremmo senza di lui”.

Honda avvisa: La nuova moto può vincere il titolo

Un chiaro favorito

Il nuovo regno di Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP™) e gli enormi progressi della Ducati con Pecco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) al timone potrebbero aprire una vasta gamma di contendenti al titolo, ma per Pol è chiaro che il #93 tornerà spesso sul gradino più alto: “Non ho dubbio che Marc sia il favorito per vincere il Mondiale. Sta bene fisicamente, ha la velocità che aveva prima dell’infortunio e io non ho dubbi che Marc sarà il rivale da battere per tutti, non solo per me, e chi dice il contrario non dice la verità. È stato il pilota da battere negli ultimi anni nelle diverse condizioni. Anche nell’ultimo anno, in cui fisicamente era al 70-80-90%, è stato capace di vincere delle gare, sono fortunato ad averlo al mio fianco e vedere cosa sarà capace di fare. Probabilmente lotterà per tutte le gare della stagione, mi aiuterà perché possa provare ad emulare quello che fa e cercare di raggiungere il suo livello”.

Il più grande augurio per il 2022

Dopo aver parlato della nuova moto, del futuro, del suo compagno di squadra e di altri aspetti, da motogp.com volevamo sapere quale sarebbe il più grande desiderio di Pol per il nuovo anno. Ancora una volta, la sua tabella di marcia non cambia. Resta intatta la voglia di gloria: “Parto con lo stesso obiettivo di quando ho iniziato a correre in MotoGP™. Che poi sarà stravolto da diverse cose… Ma cercheremo di non farlo. Il mio obiettivo è diventare Campione del Mondo, vincere più gare possibili, salire sul podio il maggior numero di volte ed essere utile alla fabbrica. Alla fine cerchiamo sempre di vincere, essere i migliori ed essere al top, ma ci sono momenti in cui puoi essere più utile al costruttore anche in altri modi. Ovviamente, voglio diventare Campione del Mondo, salire sul podio, far brillare questa Honda, ma voglio anche essere di supporto alla casa e far sentire loro che faccio parte di questa squadra e che hanno ha fatto un buon acquisto. Penso che sarebbe fantastico alla fine di quest’anno”.

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Fonte: https://www.motogp.com/

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