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Il museo Yamaha ha diffuso su Facebook due filmati che riprendono alcuni momenti delle prove di Sepang. Valentino e la M1 gettarono le basi per i successi in quella stagione e negli anni seguenti

Nel primo anno della MotoGP senza Valentino Rossi, colpisce ancora di più il ritrovamento delle prime immagini dei test del Dottore con Yamaha. Era il 23 gennaio 2004, giorno in cui l’italiano salì sulla Yamaha dopo quattro stagioni in Honda. La casa di Iwata ha diffuso attraverso la pagina Facebook del proprio museo due clip inedite delle primissime prove tra Rossi e la nuova M1 risalenti proprio a quella data. Un test cruciale per la storia del Motomondiale.

IMPRESSIONI

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Il video iniziale mostra Valentino, con lo stesso casco del GP di Valencia 2003 e una tuta bianca e gialla, in sella a una Yamaha completamente nera. Dalle immagini si intuisce l’attesa per le impressioni del campione del mondo dopo uno studio della nuova M1. Rossi spiega: “La moto è davvero complicata. Quando guidi, non si sentono bene le sospensioni, specialmente all’anteriore. All’inizio della frenata è abbastanza simile a Honda, ma durante il giro la situazione cambia”.

PRO E CONTRO

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Altro punto dolente il motore, uno Screamer a quattro valvole bocciato dal capotecnico Jeremy Burgess: “La moto è poco regolata e il propulsore troppo lento”. Gli fa eco Valentino: “Quando si usa l’acceleratore, serve un po’ più di tempo per dare gas. Con Honda era più immediato”. Altro particolare sui cambi di direzione: “Va molto forte in quel punto”, spiega il pilota, mimando però con la mano l’instabilità della moto a causa della velocità sostenuta.

MIGLIORAMENTO

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La seconda clip, invece, si sofferma su una Yamaha completamente resettata. In primis c’è la novità del motore Crossplane. Una soluzione promossa subito da Valentino: “Mi piace molto, è più facile da guidare. In particolare il tocco del gas, la prima parte dell’accelerazione, prima dell’arrivo della coppia. E poi il propulsore è molto più costante”. Non manca il confronto con Honda: “Lì il motore era più potente e capace di mantenere le stesse velocità a gas aperto”. La criticità riguarda l’eccessivo sollevamento dell’anteriore in accelerazione, rendendo la moto difficile da controllare. Complessivamente buon inizio, anche se, in quel momento, nessuno forse immagina ancora che il capolavoro sta per prendere forma.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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Di Moto Club Biassono

Moto Club Biassono

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