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Il Ceo della Dorna parla di Vale e anche del rapporto con la F1: “Non mi piacerebbe che il Motomondiale finisse come la F1 l’anno scorso, come non sognavo il pasticcio 2015 fra Rossi e Marquez”

Fra Valentino Rossi, Marc Marquez e la F1: Carmelo Ezpeleta, Ceo della Dorna, affronta ad ampio spettro il mondo dei motori, analizzando campionati e situazioni, partendo dal tributo al campione che ha lasciato il motomondiale: “L’unica cosa che posso dire a Valentino Rossi è grazie per quello che è stato, ma non posso chiedergli di allungare di più la sua carriera e di certo non poteva correre fino a 60 anni — dice Ezpeleta a Marca — Nello sport, l’età conta più o meno a seconda di quello che fai. Valentino ha allungato la sua carriera quanto ha ritenuto necessario e penso che gli ultimi due anni siano stati sottovalutati, perché la gente ha visto gli altri: Vale a Valencia è arrivato 10°, a meno di un secondo da un ragazzo che stava vincendo con una prestazione bestiale”.

l’eredità

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Vale lascia, ma in qualche modo resta e Carmelo Ezpeleta lo sottolinea: “Rossi ha comunque un piede nel Mondiale con una sua squadra e quello che ha fatto è fantastico, creando la scuola di Tavullia e la VR46 Academy — dice Ezpeleta — Le domande sul nostro futuro le abbiamo sentite spesso: tutti ci chiedevano cosa sarebbe successo quando gli americani non ci sarebbero stati più o quando Doohan ne sarebbe andato, ma siamo sempre ripartiti perché il campionato è più importante di ogni altra cosa”.

nessuna staffetta

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L’erede designato di Valentino Rossi per molti è Marc Marquez, ma Ezpeleta vede le cose in un’altra ottica. “Non abbiamo una staffetta mediatica fra Rossi e Marquez, non c’è: Valentino ha cambiato spesso moto, da Honda a Yamaha e Ducati e poi ancora Yamaha perché riteneva che fosse la migliore possibilità per lui, mentre Marc è stato costretto a rallentare per un incidente da cui ha recuperato l’anno scorso e poi per la ricaduta della diplopia, dovuta a un altro incidente. Situazioni non paragonabili”.

la F1

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Infine, il rapporto con le quattro ruote. “Con la F1 abbiamo interessi comuni e altri divergenti: lavoriamo insieme per migliorare le cose che sono comuni — dice Ezpeleta — Mi piacerebbe vedere nel motomondiale campionati duri, ma non vorrei un mondiale che si chiudesse come la F1 lo scorso anno: vorrei che ci fossero due piloti in lotta per il titolo nell’ultima gara, ma non per come è andata l’intera faccenda… È stato un campionato fantastico e combattuto fino alla fine, ma ha suscitato polemiche e non mi piace che dopo la fine sorgano dubbi, come non sognavo il pasticcio del 2015 tra Rossi e Marquez anche se ha avuto un grosso impatto mediatico”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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