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Il nove volte iridato torna sul caso dell’estate 2007, quando l’Agenzia delle Entrate gli contestò un’evasione da 60 milioni di euro: “Brutta vicenda, ero in una ragnatela da cui non potevo uscire, però ho pagato ed è iniziata una nuova vita”

Icona, leggenda, recordman. Per Valentino Rossi gli aggettivi si sprecano, ma anche il campione italiano è incappato in gravi scivoloni e non solo in pista. L’esempio più eclatante resta il 2007, un vero annus horribilis per il nove volte iridato. Mentre in MotoGP vedeva Casey Stoner involarsi verso il titolo, il fisco italiano contestava al pilota Yamaha il mancato pagamento di 60 milioni di euro nel periodo dal 2000 al 2006. A distanza di quasi 15 anni, Rossi esprime la sua opinione sul caso in un’intervista a Graham Bensinger.

RAGNATELA

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I guai per Valentino nacquero in seguito al trasferimento nel Regno Unito. L’Agenzia delle Entrate, infatti, riscontrò incongruenze nelle cifre dichiarate a proposito dei redditi dei fabbricati in Italia e di quelli prodotti in Gran Bretagna. Rossi spiega: “Mi sono trovato in una brutta situazione, perché avevo commesso degli errori. Vivevo a Londra, che è un posto fantastico, ma non mi sentivo a casa. Da due anni ero intenzionato a tornare in Italia, ma ormai ero intrappolato nel sistema, ero fregato”. Ma di chi sono le responsabilità di questo grosso pasticcio? Valentino attacca: “Il mio vecchio manager e le persone che lavoravano per me hanno creato una ragnatela e io lì dentro non potevo muovermi”.

INCUBO

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Per il nove volte iridato, il caso dell’evasione fiscale resta una scottatura anche dal punto di vista umano: “Un giorno sono tornato a casa e ho visto molti giornalisti con le telecamere. Era chiaro che c’era qualcosa di brutto. Poi mi è arrivata la notizia. La stampa mi ha fatto soffrire perché mi ha distrutto dicendo qualcosa che non era vero. Leggevo cifre esagerate, come 163 milioni di dollari. Ma io non ho mai avuto quella somma di denaro (ride ndr)”. Poi il termine della vicenda e un nuovo inizio: “Sono andato dritto al punto con tutta la mia vecchia organizzazione che mi aveva causato tutti questi problemi. Alla fine ho pagato e da lì è iniziata una nuova vita per me”.

INSEGNAMENTO

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Il pilota Yamaha arrivò a patteggiare con la giustizia italiana e versò una cifra pari a 25 milioni di euro. Per Rossi, la vicenda ha fornito anche qualche insegnamento: “Ho capito che, quando si lavora, l’amicizia è una cosa e il lavoro è un’altra. Quando si attraversa un periodo così difficile, se si sopravvive, si diventa più forti. Dopo questo episodio ho imparato a seguire il mio istinto e, il più delle volte, nel modo giusto”. Dopo quell’estate difficile, Rossi si sarebbe risollevato anche in pista, conquistando altri due mondiali.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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