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François Speck aveva perso la vista nel 1992 dopo un incidente, ma ha realizzato il suo sogno di gareggiare su pista grazie a Julien Toniutti, pilota che durante la Dakar 2019 era entrato in coma

In attesa di rivedere all’opera Fabio Quartararo in MotoGP e i due Sebastien, Loeb e Ogier, nel Wrc, la Francia si gode due nuovi beniamini nel mondo dei motori. Si chiamano François Speck e Julien Toniutti: a unirli due incidenti e tanta passione. Il primo, rimasto cieco in seguito a un incidente nel 1992, è Ceo di Emc, un’azienda che produce sospensioni per moto; il secondo, invece, è un pilota di grande esperienza, con un passato nel Tourist Trophy e nella Dakar durante la quale, nel 2019 era rimasto in coma. Insieme hanno dato vita a un progetto sorprendente nei Rally.

LA RINASCITA

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Speck aveva il desiderio di riuscire a gareggiare su pista almeno una volta. Ha trovato in Toniutti il partner ideale. Quest’ultimo era reduce da un grave incidente rimediato alla Dakar nel 2019 che lo ha visto per quattro giorni in coma e per altri 40 ricoverato in ospedale. I postumi della caduta si sono fatti sentire per tutto il 2020, anno in cui ha persino collaborato alla creazione di un videogioco. Poi la richiesta di Speck e il desiderio di gareggiare su due ruote nel Rallyes Routiers, gara con varie prove in Francia, in una categoria apposita. I risultati sono stati davvero notevoli.

LA SARTHE RALLY D’ARGENTO

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Pur senza essersi mai allenati per una simile competizione, i due hanno preso parte al La Sarthe Rally ottenendo un eccezionale secondo posto. Meno brillante la prova al Rally di Dourdou, quando Speck ha risentito della stanchezza dopo le prove notturne, venendo fermato dai medici per precauzione. In ogni caso, la loro prestazione è valsa il terzo posto nella classifica finale: un risultato notevole.

“TUTTO È POSSIBILE”

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Molto probabilmente, l’esperienza non si ripeterà, dato che Toniutti lascerà i rally su strada: “Siamo stati in grado di mostrare cose belle che nessuno aveva osato fare prima”. Comunque soddisfatto Speck: “Le moto sono state la mia passione sin da quando ero giovane. È stata un’esperienza speciale, mi ha portato molte sensazioni. Siamo stati in grado di superare gli handicap dimostrando che non sono incompatibili con la moto. Con preparazione e dedizione tutto è possibile”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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Moto Club Biassono

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