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Il Mondiale Sbk del prossimo anno sarà solo una lotta a tre tra Razgatlioglu, Rea e Bautista? Occhio al trio italiano, che ha mezzi tecnici e velocità per inserirsi nella corsa al titolo

Il mondiale Sbk 2021 si è appena concluso con il trionfo di Toprak Razgatlioglu (Yamaha) che dopo una accanita lotta fino all’ultimo round sulla pista indonesiana di Mandalika ha detronizzato il dominatore degli ultimi sei anni Jonathan Rea (Kawasaki), e già si pensa alla prossima stagione.

sbk 2022, i team

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Gli schieramenti ufficiali 2022 sono pressoché definiti. Yamaha conferma il binomio Razgatlioglu-Locatelli, così come fa lo junior team Grt con Kohta Nozane e Garrett Gerloff e il team Gil Motor Sport con Cristophe Ponsson. Idem Kawasaki con gli ufficiali Rea e Lowes, con Luca Mahias nel Team Puccetti e probabilmente Isaac Viñales ancora con Orelac Verdnatura e con Loris Cresson e un altro da definire nel Team Pedercini. Novità in casa Ducati, con Alvaro Bautista che ritorna dopo due anni sulla Panigale V4, insieme al riconfermato Michael Ruben Rinaldi. Novità anche nei tre team “privat”: Go Eleven ha sostituito l’uscente Chaz Davies con Philipp Oettl; Totocorsa Racing ha confermato Bassani; Barni Racing punta sul ventenne sanmarinese Luca Bernardi. Bmw rinnova con l’arrivo di Redding compagno di squadra di Michael Van der Mark, più Loris Baz insieme a Eugene Laverty in veste di pilota collaudatore. Quasi certa una quinta M 1000 RR del Team B-Max con il 21enne capitolino Gabriele Ruiu. Honda punta sul quasi 22enne Iker Lecuona in uscita dalla MotoGP e sul 24enne Xavi Vierge da sette stagioni in Moto2. In attesa di conferma nel Team Mie Racing, Leandro Tati Mercado, affiancato da una new entry.

sbk 2022, i temi

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Nel 2022, quindi, lo schieramento del Mondiale Sbk dovrebbe contare su sei Kawasaki, cinque Yamaha, cinque Ducati, quattro Honda, quattro (forse cinque) Bmw per un totale di 24/26 piloti, tre o quattro in più del 2021. Non è difficile individuare quali saranno i principali temi di interesse del campionato 2022: con Razgatlioglu che punta al bis anche quale spinta verso la MotoGP sin dal 2023; con Rea che vuole riprendersi di forza il “suo” numero 1 tentando l’assalto al titolo numero 7 (poi anche all’ottavo?) prima dell’addio alle corse; con Alvaro Bautista, al suo rientro con la Ducati V4 per far dimenticare l’altalenante (e alla fin fine deludente) stagione 2019 sulla rossa e cancellare il 2020 e 2021 con le Honda. Dei tre “big”, chi potrebbe incontrare maggiori difficoltà è proprio Bautista, gran bel manico ma altalenante e con minor “forza d’urto” di due leoni quali Razgatlioglu e Rea, specie nel corpo a corpo, che oramai è il leitmotiv della Sbk. Bautista, comunque, sin dal suo primo test di due giorni a Jerez sulla rossa V4, ha già ben figurato nei suoi 84 giri non certo alla disperata ma chiudendo alla fine a mezzo secondo dalla Ducati MotoGP di Pirro, a dimostrazione di un feeling subito ritrovato, che fa ben sperare. Messa così, non è difficile ipotizzare che per gli altri piloti sarà assai difficile intromettersi nella lotta del “tris d’assi” Razgatlioglu-Rea-Bautista. Valutate le forze in campo, il podio è quindi “prenotato” dagli assi di Yamaha, Kawasaki, Ducati. Ma, si sa, le previsioni sono fatte per essere smentite.

gli outsider della sbk

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Se qualcuno riuscisse a incunearsi nel terzetto “nobile” potrebbe passare da outsider a vincente e addirittura, dal 2023, puntare a diventare il nuovo “re della foresta”. Si vedrà. In particolare, c’è attesa per i piloti italiani giunti quest’anno al quarto posto finale con Andrea Locatelli (Yamaha), al quinto posto con Michael Ruben Rinaldi (Ducati), al nono posto con Alex Bassani (Ducati). La domanda è: riusciranno a fare ancor meglio di quanto fatto nel 2021, inserendosi a pieno titolo nella lotta per il titolo iridato Sbk 2022? Si tratta di tre giovani che non possono certo vantare il ruolino dei più maturi e accreditati protagonisti della Sbk 2021: Razgatlioglu, Rea, Redding. I tre italiani hanno caratteristiche tecnico-agonistiche assai diverse fra loro, esperienze diverse e risultati diversi. Tutti e tre buoni, anzi ottimi piloti, ma porli oggi sul livello dei tre big (soprattutto del turco e del nordirlandese) pare una forzatura, se non un azzardo.

le chance dei tre italiani

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Di queste nostre tre punte d’acciaio (parlare già di punte di diamante è esagerato) è Rinaldi (25 anni) ad avere le migliori potenzialità: corridore già esperto, rodato, veloce, sa vincere pur scontando scarsa continuità. La coppa quale vincitore del Trofeo Indipendenti del Sbk 2020 è di buon auspicio per il riminese e anche di più lo sono le tre vittorie, i due secondi posti e i due terzi ottenuti quest’anno. Locatelli (25 anni come Rinaldi e come il suo compagno di squadra turco neo iridato) ha un buon passo, è un bel martello, fa risultato (4° posto finale con quattro podi): manca però (ancora) in Sbk del guizzo vincente, del “gancio” che mette k.o. l’avversario. Bassani è il più giovane (22 anni) ma anche quello con un curriculum più scarso che però si è posto all’attenzione con un bel crescendo a fine 2021: un 2° posto, due quarti, due quinti a dimostrazione di un carattere forte, di un manico spinto da un bel talento e da tanta voglia di far bene, di fare sempre meglio, un giovane che pare non soffrire nessun complesso di inferiorità. Per adesso, non resta che goderci una presenza di piloti italiani qualitativamente e quantitativamente forte in tutti i campionati mondiali di velocità. In particolare, in Sbk non è vietato sognare rinnovando finalmente i trionfi di Max Biaggi e dell’Aprilia del 2010 e del 2012.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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