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Casey racconta a Dazn la sua rivalità con Valentino: “Era bravo nel corpo a corpo, ma anche nel rubare la scia”. E sul 2011: “Diceva di poter migliorare la rossa e invece ha solo peggiorato la situazione”

Un punto di riferimento, un compagno di squadra mancato, ma soprattutto un avversario. Anzi, il grande rivale dei suoi anni migliori in MotoGP. Casey Stoner, re nella top class con Ducati e Honda, sembrava aver teso la mano all’ex nemico Valentino Rossi tra Portimao e Valencia, omaggiandolo e rivelando anche di aver tratto insegnamenti da lui nella sua carriera. Nel documentario Ri-Vale, trasmesso da Dazn, però, il due volte iridato ha fatto rivelazioni che testimoniano come la rivalità sia stata forte e abbia avuto momenti di grande tensione.

“Non ci era superiore”

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La rivalità tra i due è nata nel 2007, quando Stoner, in sella alla Ducati, piegò proprio l’italiano su Yamaha. Casey ricorda: “Sono stato uno dei più grandi rivali quando era all’apice. Rossi era il miglior pilota all’inizio del Nuovo Millennio, di un’altra categoria. Ma quando io, Jorge Lorenzo e Daniel Pedrosa siamo arrivati in MotoGP, ci siamo accorti che lui non ci era superiore”. Il dualismo è proseguito anche quando i due hanno cambiato squadra nel 2011, con Valentino in Ducati e Stoner in Honda. Casey non si nasconde: “In HRC ho trovato una moto davvero sensazionale da guidare. E, lo ammetto, godevo nel vedere Valentino soffrire con la Ducati. Aveva detto troppe cose su di sé e su come sarebbe stato in grado di cambiare quella moto in meglio. In realtà stava solo peggiorando la situazione”.

GIOCHI MENTALI

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E pensare che tra i due, inizialmente, il rapporto era anche buono. Stoner, però, ha le idee chiare sul motivo che ha portato alla rottura: “Rossi è stato gentile fino a quando non sono diventato un rivale. Ha sempre cercato di fare giochi mentali, ma, quando questo non funziona, ottieni solo un rivale in più. Lui ha fatto sì che io fossi visto proprio come un nemico. Ha fatto lo stesso anche con Marquez . Da quel momento non ho più voluto essere suo amico e giocare lealmente”.

LIMITATO

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Casey non si limita all’aspetto umano, ma individua anche alcune pecche nella guida di Rossi: “Era bravo nel corpo a corpo, ma anche nel rubare la scia agli altri. Non riusciva a fare un giro veloce da solo, poteva farlo solo così e questo è un limite”. Un’ultima stilettata: “Non è un caso che abbia perso due Mondiali all’ultimo…”. Insomma un ritratto non proprio tenero del nove volte iridato. Ma le rivalità sono dure a scomparire.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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Moto Club Biassono

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