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Giovani ma velocissimi Pecco e Franco hanno già vinto e sono pronti per il titolo. Il debuttante Enea si sta lanciando

Dal nostro inviato Paolo Ianieri

Siamo di fronte a un momento storico, perché il prossimo addio di Valentino Rossi, che all’indomani del GP di Valencia uscirà di scena dopo 26 stagioni e 432 GP, lascerà un vuoto immenso che non sarà facile da rimpiazzare nel cuore di tutti quei tifosi che dalla fine degli anni 90 hanno cominciato a seguirlo sulle piste di tutto il mondo. “Io ho avuto un gran successo con le nonne – ridacchia Vale quando viene interrogato sul tema -. Sono diventato famoso anche perché mediaticamente funziono, risulto simpatico e questo è importante per fare appassionare la gente. Dalle nonne di 80 anni ai bambini piccoli ho avuto un gran successo, e questo mi dà un gran gusto. Però tutte queste qualità non bastano, serve supportarle con i risultati, e questa è la cosa più difficile. Chi prenderà il mio posto dovrà riuscire a trovare questo mix”.

Mai più uno così

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Impresa titanica, considerando quello che Valentino ha fatto e rappresentato per il Motomondiale negli ultimi 25 anni. “Io all’inizio con lui ero soprattutto preoccupato, con le sue scenette ogni volta ci faceva sballare gli orari televisivi delle premiazioni. Ma poi…” racconta con un sorriso che sa già di nostalgia Carmelo Ezpeleta, gran capo della Dorna, conscio che con l’addio di Vale trovare un’altra “gallina dalle uova d’oro” come il nove volte iridato sarà impossibile. “Mettiamo in chiaro una cosa, non ci sarà più nessun Valentino. Ma arriveranno altri campioni, anche se saranno diversi” non ha dubbi Lin Jarvis, il managing director della Yamaha che con Rossi ha lavorato dal 2004 allo scorso anno, fatta eccezione per i due anni alla Ducati.

Come Agostini

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Se in questi ultimi anni c’è stato un pilota che avrebbe potuto prendere il posto di Rossi, questo era Marco Simoncelli. “Il Sic aveva tutte le caratteristiche di Valentino, ma di campioni così ne nasce uno ogni 20 anni” sentenzia Carlo Pernat, che da direttore sportivo dell’Aprilia convinse il patron Ivano Beggio a firmare il primo contratto di Rossi per il Mondiale, per poi, negli anni diventare anche manager di Marco. Lo pensa anche Paolo Ciabatti, d.s della Ducati. “L’unico che posso paragonare a Valentino è Agostini, vinceva, andava sui rotocalchi, era bello, giovane e faceva impazzire le donne. Doohan, Schwantz, Rainey, Roberts, sono stati grandi campioni, ma lo sono stati soprattutto per gli appassionati. Giacomo e Valentino, invece, sono usciti dagli schemi, come Ali, come Michael Jordan. Simoncelli, scanzonato come Rossi, era il solo fatto di quella pasta”.

Abbiamo i campioni

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L’errore più grave sarebbe quello di continuare a inseguire l’ombra di Valentino, distraendoci da quello che invece la pista già ci sta offrendo, seppure in maniera completamente opposta a livello di personalità: Francesco Bagnaia, che domani proverà a intralciare la corsa di Fabio Quartararo verso il Mondiale, Franco Morbidelli, che quando si sarà completamente ristabilito avrà l’obbligo di lottare per il campionato, ed Enea Bastianini, che al primo anno in classe regina sta facendo vedere le sue enormi qualità, sono le tre frecce sulle quali l’Italia della moto può puntare senza dubbi, aspettando di vedere anche se, con un anno alle spalle, pure il fratello di Vale, Luca Marini potrà inserirsi tra i migliori. “Ma nessuno di loro deve pensare di poter sostituire Valentino a livello di carisma, semmai devono provare a imitarlo a livello sportivo – rimarca Pernat –. Finora, tutti loro hanno fatto i passi giusti e il talento che hanno è quello di chi potrà vincere dei Mondiali. Pecco e Franco, poi, senza più Vale potranno essere gestiti con più attenzione, mentre Enea sta dimostrando di essere pronto a giocarsi cose importanti. Sarà fondamentale, però, rimanere se stessi. È vero che oggi i social sono determinanti, ma se fingi di essere qualcun altro, la gente lo capisce e te la fa pagare”. E se all’inizio un calo di interesse può essere preventivabile, alla fine l’adrenalina delle gare tornerà a fare entusiasmare i tifosi. “Valentino ha reso uno sport che era di nicchia, qualcosa di globale, dove tanti che si sono avvicinati per caso continueranno a guardare le gare a prescindere dalla sua presenza” è convinto Ciabatti. Lo pensa anche Jarvis: “Il popolo giallo è stato unico, una comunità non replicabile. Ma uno dei grandi meriti di Valentino è stato quello di portare al motociclismo tante persone che non lo conoscevano. E che dopo essersi innamorate, resteranno fedeli”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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