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L’olandese ha perso il posteriore della sua Kalex alla curva 15 di Misano, è riuscito a rimanere appeso ai manubri e a fermarsi illeso. Grande show, ma come è possibile una manovra così estrema?

Nelle fasi finali delle FP1 sul bagnato della Moto2 a Misano, l’olandese Bo Bendsneyder ha rischiato di finire in terra dopo una violenta perdita di posteriore ma, con la manovra spettacolare di “Rodeo”, è riuscito a portare la sua Kalex direttamente dentro ai box rimanendo appeso al manubrio. Ma come è possibile non uscire da una situazione simile senza neanche un graffio dopo un episodio del genere e, soprattutto, stare in equilibrio e farsi trainare a lato della moto senza essere in sella? Un show incredibile, che già abbiamo visto sebbene in rare occasioni negli anni passati, quindi cerchiamo di capire come ha fatto il numero 64 a uscirne da vero vincitore.

FASE 1: HIGH-SIDE scampato PER UN SOFFIO

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Per essere catapultati dalla propria moto può succedere una sola cosa: una rapida perdita del posteriore che fa mettere il mezzo “a bandiera” seguita dall’immediato ritorno del grip quando il pilota chiude il gas (situazione chiamata highside). Spesso e volentieri, quando questo delta di grip è veramente troppo alto, il pilota viene lanciato per aria e cade rovinosamente lontano dalla moto ma, in certi casi, l’istinto di rimanere ancorati al manubrio e la fisica hanno la meglio. È questo che è successo a Bendsneyder: all’uscita della curva 15 ha perso il controllo del posteriore della sua Kalex ma, complice il bagnato, la spinta di ritorno poco violenta dovuta dal contatto della gomma con l’asfalto ha permesso all’olandese di rimanere saldamente ancorato alle manopole. Per inerzia, la parte bassa del suo corpo è stata scaraventata sul serbatoio e, in un batter d’occhio, si è trovato sbalzato dalla sella. Un momento critico, ma ancora di speranza.

FASE 2: L’EQUILIBRIO

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La moto si riallinea e rimane in piedi per l’effetto giroscopico delle ruote e per la velocità di marcia; nello stesso momento Bendsneyder è appeso al manubrio con i piedi che sfiorano l’asfalto e il corpo ancorato ai semimanubri. Si crea così una fortunata situazione di equilibrio: complice anche la sensibilità del pilota che inclina la moto leggermente dal lato opposto, si riesce a proseguire la marcia con pochissimo controllo sul mezzo e la preoccupazione di fermarsi senza fare danni. Immaginatevi di trovarvi appesi a una sbarra senza la possibilità di appoggiare completamente i piedi per terra (per l’asfalto che scorre sotto a velocità ben superiori a quelle che un uomo potrebbe fare correndo). Un po’ come fare sci nautico a piedi nudi: se si spinge troppo verso il basso, si cade. Ecco, in questo momento le braccia sono rigide, schiacciate contro il serbatoio, e un minimo movimento sbagliato può far sbilanciare l’insieme e far trovare in terra pilota e moto.

FASE 3: L’ARRESTO

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Da grande talento, Bo Bendsneyder è riuscito ad analizzare la situazione e, mantenendo la velocità costante con il gas per non perdere l’equilibrio, è andato pian piano a prendere in mano la frizione e il freno anteriore e a comandare il mezzo per farlo andare dove voleva. In questo caso, fortuna ha voluto di essere indirizzato in corsia box e di rimanere quindi sull’asfalto. Infine, una volta trovata la condizione per fermarsi, ha frenato molto delicatamente con un solo dito e ha rallentato fino a poter appoggiare i piedi per terra e rialzarsi sulle sue gambe e con la moto sempre tra le mani. Nel corso della manovra anche qualche colpo di gas per non far spegnere il motore. Grande numero, che poche volte riesce, quindi tanti complimenti all’olandese della Moto2 per essere riuscito a portare a casa sana e salva la sua Kalex (e la sua pelle).

Fonte: https://www.gazzetta.it

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