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Il 9 e 10 ottobre l’autodromo romano ospiterà il round finale dell’Elf Civ. Si assegnano molti titoli italiani, tra cui quello Moto3. Ma ci sono precedenti illustri, come una gara del 1966 rimasta nella storia del motociclismo

Massimo Falcioni

Sabato 9 e domenica 10 ottobre all’autodromo romano di Vallelunga è in programma il round finale dell’Elf Civ decisivo per l’assegnazione dei titoli italiani Moto3, SS600, Premoto3 e SS300. Attesa anche per la Sbk, con il titolo però già conquistato dal dominatore Michele Pirro (Ducati Barni Racing), gara dove ci sarà gran battaglia per il secondo e il terzo posto del podio finale.

Civ Superbike e moto3

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In questa categoria non ci sarà Lorenzo Zanetti impegnato nel Mondiale Endurance (a sostituirlo sulla Ducati del Team Broncos ci sarà Riccardo Russo), ma sarà gran bagarre fra Luca Vitali (Scuderia Improve by Tenjob Honda), Alessandro Del Bianco (Honda Dmr Racing), Lorenzo Gabellini (Honda Althea) rispettivamente a quota 128, 123 e 119 punti in campionato. Della partita anche Flavio Ferroni (Aprilia Nuova M2 Racing), a 93 punti, e Mattia Casadei (Yamaha Keope Motor Team) in sostituzione di Niccolò Canepa, anche lui impegnato nel Mondiale Endurance. Passando a un’infuocata Moto3, qui il nuovo leader della classifica Matteo Bertelle (Ktm Team Minimoto), reduce della doppietta del Mugello, è inseguito a soli tre punti da Elia Bartolini (Ktm Bardhal VR46 Rider Academy). Nella duemmezzo monocilindrica 4 tempi, saranno in tanti a inserirsi nella bagarre fra i due, a cominciare da Alessandro Morosi (Ktm Ac Racing Team), la wild card su cui sono in tanti a puntare nel vivaio dei “giovani leoni” italiani del prossimo futuro.

le altre categorie civ

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Lotta serrata promette anche la SS600 dove il capoclassifica Roberto Mercandelli (Team Rosso e Nero Yamaha) è a quota 147 punti, 6 punti di vantaggio sull’arrembante Davide Stirpe (MV Agusta Extreme Racing Service), 17 punti sul pluri tricolore Massimo Roccoli (Yamaha Promo Driver Organization) e 22 punti su Federico Caricasulo (Yamaha) trionfatore delle ultime quattro gare. In questa categoria vietato fare pronostici: oltre ai sopra citati, tanti altri possono tentare il colpaccio, a cominciare da Bussolotti, Manfredi e il francese Andy Verdoia. Premoto3 che arriva a Vallelunga con il leader in classifica, lo spagnolo Fernandez Beneite (Team Runner Bike 2WheelsPoliTo), davanti di tre punti su Riccardo Trolese (M&M Technical Team) e di 18 punti sul terzo Edoardo Liguori (Team Pasini Racing 2WheelsPoliTo). In SS300 davanti a tutti c’è Matteo Vannucci (Junior Team AG Yamaha Pata) con 46 punti di vantaggio sul turco Bathattin Sofuoglu (Yamaha), trionfatore al Mugello. Un week end molto atteso, dunque, sia sul piano tecnico e agonistico che per le grandi ricorrenze quali i 110 anni dalla prima gara di Campionato Italiano (effettuata l’8 ottobre 1911) e i 70 anni dell’autodromo capitolino. A questo sesto appuntamento del campionato italiano velocità potrà assistere il pubblico munito di green pass, pubblico che, a differenza delle ultime edizioni, potrà essere presente solo sugli spalti essendo stavolta vietati paddock e box causa le note restrizioni anti Covid. Le gare godranno di ampia visibilità, trasmesse in diretta da Sky Sport MotoGP HD, oltre alle dirette sulla pagina Facebook (Campionato Italiano Velocità) e in live streaming sui siti Motosprint, Eleven Sport, civ.tv e su MS Motor TV.

corsi e ricorsi storici

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Altre volte, negli ultimi anni, il Civ è terminato nel mese di ottobre, anche al Mugello. Per decenni la stagione italiana (con caratura internazionale) si chiudeva proprio con le due ultime gare autunnali – quasi sempre soleggiate e piene di gente entusiasta – di Vallelunga (Roma) e di Ospedaletti (San Remo). Poi, da ottobre a metà marzo, per ben cinque mesi, il motociclismo andava in letargo. Dal dopoguerra a metà degli anni ’70, ogni anno era il “tricolore seniores” a dare avvio al calendario internazionale con la presenza dei principali protagonisti del motomondiale. Gare da epopea, inserite principalmente nella affascinante cornice della Mototemporada, un mix inimitabile di agonismo e festa strapaesana, un abbraccio non virtuale fra centauri in pista e aficionados ai lati dei circuiti stradali. Un tour con tappe che iniziavano il 19 marzo all’ombra della Ghirlandina all’aerodromo di Modena e proseguivano sui circuiti cittadini, e non, a Riccione, Rimini, Cesenatico, Cervia, Milano Marittima, Imola, Pesaro, Monza, Pergusa, Vallelunga, San Remo Ospedaletti e nei primi anni in altre città. Per non parlare dei tanti circuiti cittadini (persino in Sardegna), teatro del campionato velocità juniores 125-175-250 e side.

la gara a vallelunga del 1966

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Per celebrare i 110 anni della prima gara “tricolore” e i 70 anni dell’autodromo della capitale, come non ricordare una significativa chiusura stagionale del campionato italiano (internazionale), quella dell’ottobre 1966. Quell’anno si arrivava a Vallelunga dopo il gravissimo incidente del pilota italiano allora più amato e carismatico, Tarquinio Provini sulla Benelli, al TT inglese, il 25 agosto. La Casa pesarese pensò addirittura di dare l’addio alle corse. Ma non lo fece, grazie anche alla notizia di Provini fuori pericolo dopo il calvario sanitario, e anzi, con il fuoriclasse di Cadeo che dall’Ospedale Rizzoli di Bologna incitava la Casa di Viale Mameli a proseguire, dando anche consigli sui possibili piloti che lo avrebbero sostituito. La Benelli quindi non lasciò ma anzi decise il gran rilancio, non solo nel più classico cavallo di battaglia della 250 ma portando in pista l’inedita 500 quattro cilindri, se pur non ancora con la cilindrata … “piena”. Dopo frettolosi ma probanti test a Modena con diversi piloti, toccò al 28enne riminese Renzo Pasolini (in forza all’Aermacchi) – perché così aveva detto il cronometro – il ruolo ambito, ma anche scomodo, di sostituto di Provini nella 250 (poi subito nella 350) e quello di fare debuttare l’inedita brunita 500 4 cilindri proprio nell’ultima corsa tricolore, quella – appunto – nell’ottobre romano di Vallelunga.

il trionfo della benelli

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Fu una giornata trionfale per la Benelli, sul gradino più alto del podio nella quarto di litro con il sanremese Amilcare Ballestrieri (un giovane forgiatosi brillantemente con la cugina della Benelli, la Motobi 250 4 tempi aste e bilanceri juniores). Ma soprattutto grazie alla strepitosa vittoria di Pasolini ai danni del 24enne Giacomo Agostini (poi ko per caduta quando inseguiva Renzo), non uno qualsiasi, ma neo campione del Mondo della classe regina con la MV Agusta. Dietro alla nuova Benelli, quel giorno a Vallelunga finirono anche altre due moto prestigiose: la Gilera 4 cilindri con Remo Venturi e la Bianchi bicilindrica con Silvio Grassetti. Per la Casa pesarese fu l’apoteosi. Tanto più che, passato l’inverno, nella prima corsa dell’anno successivo, il 19 marzo Modena 1967, Pasolini e la Benelli replicarono l’exploit vittorioso di Vallelunga ancora a danno di Agostini-MV. Nacque così la rivalità Ago-Paso, un’epopea troncata dalla tragedia monzese del 1973. Oggi Vallelunga rappresenta un mix fra passato e presente, di buon auspicio per un futuro ancora più significativo a livello internazionale. Si può fare? Si può e si deve fare.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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