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L’ex iridato della 500: “Mi hanno offeso, augurato la morte e dato del lecchino un’opinione su Valentino che non era offensiva. Ma i lecchini sono altri. Bastianini mi piace, spero che in futuro non si parli solo di Bagnaia”

È un Marco Lucchinelli spumeggiante e senza peli sulla lingua quello ospite di Paolo Ianieri e Zoran Filicic nella puntata di questa settimana di MotoG-Podcast, con l’ex iridato 1981 in sella alla Suzuki 500 che affronta i tanti temi caldi proposti dall’ultima tappa del Motomondiale in quel di Austin, ma non solo. “Ci sono rimasto male quando nell’ultima intervista che ho rilasciato, per avere espresso un’opinione mi hanno offeso, augurato la morte a me, a mio figlio e alla mamma perché ormai sui social sono tutti grandi artisti. Avevo solo detto una cosa che, a guardarla oggi non era sbagliata, ovvero che Valentino Rossi avrebbe dovuto smettere. Mi hanno dato del lecchino, quando a esserlo sono quelli attorno a lui. E non lo avevo detto in senso offensivo, perché dopo che hai vinto 10 gare, se adesso fatichi a prendere zero punti… vedere un fuoriclasse arrabattarsi nelle ultime posizioni, quando una moto come la sua è davanti, a me dispiace”.

Nella puntata, Lucchinelli parla di Fabio Quartararo (“Lui, Zarco e Morbidelli hanno svegliato gli ufficiali… Io di fuoriclasse francesi non ne avevo mai visti, lui ci dà il gas, è indipendente, sereno e lo vedo guidare bene”), Marc Marquez (“Spero torni come prima, perché sarebbe un riferimento, l’uomo da battere”), Enea Bastianini (“Mi arrapa, mi piace come faccia, come persona e per modo di correre. Spero che adesso che non ci sarà più Valentino, non ci si attacchi solo a Bagnaia. Diamogli il suo spazio ma senza esagerare”) e Andrea Dovizioso (“Io sono contro i rientri”). E ovviamente di quanto accaduto durante la gara della Moto3, con l’incidente innescato da Deniz Öncü che poteva avere tragiche conclusioni. “Andare in moto è una delle cose più belle al mondo, ma è anche una delle più pericolose che sia. I ragazzini a quell’età non hanno ancora una chiara percezione del pericolo. Certo, bisognerebbe evitare di fare quelle gare che non servono a niente come è accaduto domenica, anche se faccio fatica a capire cosa si potrebbe fare, perché adesso sono in tanti che arrivano, vanno forte e vogliono salire subito di classe. E non è che adesso bisogna dare la colpa a Marquez come ha fatto quel pilota che nemmeno nomino (Michel Fabrizio; n.d.r.), sarebbe come dire che io mi sono drogato perché Spencer andava più forte. Che discorsi sono?”

Fonte: https://www.gazzetta.it

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Moto Club Biassono

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