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Dopo aver dominato e vinto nel Motocross e nell’Enduro, Fantic entra nel mondo dei Rally Raid, con una 450 cc che verrà presentata a Eicma 2021. Pilota e tester sarà la leggenda della Dakar Franco Picco, che a 66 anni ha ancora voglia di dune di sabbia

Fantic sceglie Picco

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Il nuovo capitolo dell’avventura Fantic sarà svelato in occasione di Eicma 2021, quando i tecnici italiani toglieranno i veli a quella che sarà la 450 da Rally con la quale Franco Picco (66 anni lunedì 4 ottobre) correrà la Dakar 2022 (dal 2 al 14 gennaio in Arabia Saudita). Per il debutto in questa disciplina e nella gara di off-road più famosa al mondo, Fantic si affida alle mani esperte di chi ha saputo conquistare tre podi, con un terzo posto nel 1985 e due secondi posti di fila nel 1988 e 1989. Picco sarà l’uomo-immagine Fantic, ma anche pilota e collaudatore all’interno del test-team, dall’alto della sua esperienza in questa competizione massacrante.

Una gara estrema

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“La Dakar rappresenta un mito – spiega Mariano Roman, Ceo di Fantic – capace di varcare i confini del motorsport grazie al fascino e all’avventura che da sempre questa competizione è in grado di riservare attraverso leggendarie imprese di uomini e mezzi impegnati in una maratona di due settimane nel deserto. Una gara estrema dove conta avere un mezzo agile, veloce ed estremamente affidabile. Per la prima partecipazione di Fantic abbiamo come obiettivo quello di arrivare al traguardo di Jeddah per maturare esperienza grazie all’apporto di un pilota di valore come Franco Picco, un dakariano di lungo corso, la persona giusta che sono sicuro ci regalerà ancora grandi emozioni”.

Picco: test ed esperienza

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“Collaborare con un marchio italiano è una grande soddisfazione e mi sprona ancora una volta a fare del mio meglio – spiega Franco Picco. Sto mettendo a disposizione di Fantic la mia esperienza di pilota e le mie conoscenze tecniche per sviluppare al meglio la nuova moto con una serie di test di avvicinamento alla gara. Sarà impegnativo, ma in casa Fantic vedo grande entusiasmo e voglia di fare molto bene. Punto personalmente a fare una Dakar ragionata per portare al traguardo la moto in buona posizione, accumulando un prezioso bagaglio di esperienza utile a me ed a Fantic Motor. Credo che qualche bella soddisfazione la porteremo a casa”. E di ritorno dallo Swank Rally di Sardegna ci ha svelato: “Per me è un grande privilegio poter ancora fare questo tipo di gare, mi devo tenere allenato ogni giorno perché se mi fermo è la fine. Sono grato a tutto il mondo dell’off-road che ancora oggi mi riconosce come un personaggio importante, col quale fare una foto o al quale chiedere un autografo. Nonostante siano passati 30 anni dai miei podi alla Dakar, queste cose fanno molto piacere”. Ma c’è più soddisfazione a salire sul podio alla Dakar o a portarla a termine a 65 anni? “Sono cose diverse, ora corro senza la pressione di dover fare risultato a tutti i costi: è un modo diverso di vivere la Dakar. Ora riesco a godermi di più il processo e la gara stessa, a livello mentale è un bel vantaggio. E il bello è che ho forse più seguito ora che negli anni ‘80. L’ultima Dakar è stata seguitissima sui social e dai media, ho sentito tutto l’affetto degli italiani e non solo”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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