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Valentino ha detto la sua sulla tragedia nel Mondiale Supersport 300: “La cosa peggiore è di essere investito e più moto ci sono più si rischia. Alzare l’età? Meglio dare sanzioni più severe per insegnare il rispetto di regole e avversari”

Nel suo ‘farewell tour 2021’ la tappa del GP delle Americhe è particolarmente sentita per Valentino Rossi, che qui ha una solidissima roccaforte di tifosi. “È bello tornare negli Usa, ci voleva dopo tanta Europa: è una dimensione totalmente diversa e mi piace molto la pista”, dice Vale.

quell’occasione del 2019…

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Nell’ultima gara qui, nel 2019, Rossi centrò un podio agrodolce. “Ebbi la chance di vincere, ma Rins nel finale mi superò dopo un mio errore e fui secondo: spero di poter andare bene pure quest’anno, servirà una moto buona sopratutto per assorbire le buche, non solo per girare in curva o accelerare”.

la morte di vinales e i pericoli

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Anche Valentino è rimasto scosso dall’incidente mortale di Dean Berta Vinales a Jerez, ecco il suo punto di vista: “È stato un grande disastro, poi è la terza volta quest’anno che muoiono dei piloti giovanissimi. Il problema è che nel nostro sport il problema maggiore resta quando un pilota cade ed è colpito da chi sopraggiunge – dice Vale -. Ovviamente più piloti ci sono in pista più il rischio di essere investito quando cadi è maggiore. La Supersport 300 poi è più estrema della Moto3: in Moto3 ci sono 30 piloti, in Supersport mi pare fossero 42, poi hanno moto pesanti ma non molto veloci e così, restando sempre attaccate, aumenta il rischio di un incidente e di essere colpiti”.

regole più rigide

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Una ricetta risolutiva Valentino Rossi non ce l’ha, ma prova a fornire delle soluzioni di buon senso. “Ci vorrebbe maggiore rispetto delle bandiere gialle perché molti cercano di perdere meno tempo possibile in questi casi e va evitato. Poi i giovani ora sono molto più aggressivi e non pensano a cosa possa succedere: una cosa fondamentale sarebbe di imporre un maggiore rigore nel rispetto delle regole e nel dare penalità più dure – analizza Vale -. Spostare l’età di accesso alle gare di 1 o 2 anni non fa una grande differenza: è più importante che chi deve far osservare le regole sia più duro. Il nostro sport è meraviglioso, ma pericoloso: va insegnato che c’è qualcosa di più importante che guadagnare posizioni ed è il rispetto di regole e avversari”.

Lode a toprak

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A proposito di giovani, Rossi elogia chi si sta mettendo in luce in Superbike, il turco Toprak Razgatlioglu: “Lo ammiro, è giovane, forte, preparato fisicamente, divertente da seguire e ha un gran controllo della moto, che è il suo punto forte: credo possa essere un pilota competitivo per la MotoGP”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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