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Piloti scontenti della pista. Marc: “Il risultato c’è, ma non sono del tutto contento”. Quartararo: “La Yamaha va bene ma serve un grande step”. Pecco: “Qui non guidi sereno e ti stanchi il triplo”; Rossi: “L’asfalto è peggio del 2019”

Sessione complessa ad Austin, con le Libere1 bagnate e le FP2 disputate sull’asciutto, ma con una pista non al meglio su cui ha brillato Marc Marquez, che ha preceduto di soli 15 millesimi la Ducati di Jack Miller e la Yamaha di Fabio Quartararo. “La pista è bella e mi piace, ma l’asfalto è il peggiore del mondiale: più che le buche, il punto è che il terreno si muove: siamo al limite, se ne deve parlare in safety commission – dice Marc -. È andata bene, ma non come vorrei perché fatico nei cambi di direzione: il risultato è là, ma non sono del tutto contento delle mie sensazioni”.

quartararo e il 2022

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Così Fabio Quartararo: “Al mattino abbiamo fatto un grande cambiamento di assetto rispetto all’ultima volta sul bagnato e mi è piaciuto molto, poi nelle FP2 è stato un disastro per le buche, che sono tutte nelle curve più veloci: avrei voluto attaccare, ma in queste condizioni non puoi essere preciso nelle linee. La mia Yamaha va bene, ma ci sono dei punti in cui deve migliorare, soprattutto nella velocità: dirò agli ingegneri giapponesi che per l’anno prossimo serve uno step molto grande”.

Miller e il rodeo

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Jack Miller, secondo di giornata è contento: “È stata una giornata abbastanza selvaggia, sembrava un rodeo in cui conta solo stare attaccato alla sella – dice australiano -. Siamo messi bene, sia su bagnato, sia su asciutto, c’è qualcosa da sistemare ma è importante stare dentro la top-10. La pista? È molto sfidante: questione del terreno su cui è edificata, ma è la stessa per tutti e quindi dobbiamo adattarci, ma abbiamo un pacchetto vincente”.

Bagnaia e i pericoli

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Francesco Bagnaia giudica così la sua giornata, partendo dalla pericolosità della pista: “Siamo oltre il pericoloso, non puoi pensare a guidare la moto, ma solo a restarci attaccato – dice Pecco -. Non va bene, per noi è pericoloso già completare un giro: siamo stati abbastanza veloci, ma è dura fare tanti giri rapidi con costanza. Noi dobbiamo crederci e provare a rimontare, ma in queste condizioni non è facile perché non guidi sereno, sei rigido e fatichi il triplo: rendere la moto più morbida possibile potrebbe non bastare . Ci sono due tipi di asfalto in pista: quello vecchio è pieno di crepe e se piove e poi si asciuga è un disastro”.

bastianini e le buche

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Bene Enea Bastianini, 10°: “Buon giro, ma sul passo sono al limite e non ci siamo: mi servirà uno step. La pista? Troppo pericolosa per le buche: non è stata una buona idea correre qui con l’asfalto così rovinato”.

Morbidelli e le sensazioni

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Così Franco Morbidelli: “Non sono ancora a un livello di forma tale da sentire la pericolosità della pista perché un margine ce l’ho ancora, ma soprattutto alla curva 10 la situazione è critica: a livello di buche, mai trovato situazioni simili nella mia carriera. La gamba? Meglio di Misano, non mi dà dolore e migliora. La M1 ufficiale? Ha un potenziale altissimo che va scoperto e nel mio team, con Galbusera e Marelli, mi trovo molto bene”.

Duro pure Rossi

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Anche Valentino Rossi si unisce al coro di critiche: “Già nel 2019 la pista era difficile, avevamo chiesto lavori alla curva 10 e nello Snake, ma in altre parti è peggiorata ed è pericolosa: così non riesci ad andare al limite e quindi non trovi il limite. Ci avevano garantito dei lavori, invece la situazione è peggiore”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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