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Da quando è nel Motomondiale, il circuito statunitense è il feudo di Marc: ha sempre vinto tranne nel 2019. Inoltre il layout potrebbe aiutare il pilota Honda anche sul piano fisico, come al Sachsenring

A Austin in MotoGP Marc Marquez può ripetere l’impresa del Sachsenring, tornando alla vittoria in questo faticoso 2021? A ben guardare, i presupposti per una bella gara da parte del portacolori di casa Honda ci sono, anche a dispetto di una forma fisica che non è ottimale. Austin è una pista tradizionalmente amica per il talentuoso pilota spagnolo, che quest’anno potrebbe beneficiare anche sul fronte fisico del particolare layout del Circuit of the Americas.

motogp, marquez e il circuito amico

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La MotoGP torna in Texas, dopo due anni di lontananza dal suolo americano, ovviamente a causa della pandemia di Coronavirus. A scrivere l’ultimo atto di Austin, nel 2019, era stato Alex Rins, lo spagnolo della Suzuki che proprio al Cota (Circuit Of The Americas) conquistò la sua prima vittoria in Premier Class. In quell’occasione il neopapà di Barcellona riuscì ad approfittare del passo falso di colui che sino ad allora era stato il dominatore assoluto di Austin, quel Marc Marquez che per l’ennesimo anno consecutivo stava imponendo la sua egemonia tra le curve del circuito a stelle e strisce. Con una scivolata al 12° giro lo spagnolo si privò infatti della possibilità di allungare una striscia già impressionante di vittorie, un filotto che al netto di quella defaillance lo incorona di diritto Re della pista statunitense: nelle sette edizioni del Gran Premio delle Americhe disputate dal 2013 al 2019 il talento di Cervera ha messo la sua firma su sei vittorie (consecutive, per altro), sette pole position e sei giri veloci. Una dittatura assoluta, sportivamente parlando, che ha pochi precedenti nella storia del Motociclismo da corsa.

marquez, “una pista che adoro”

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Certo, il Marquez di quest’anno non è quello delle passate stagioni. È un pilota che spesso, lo abbiamo visto, è costretto a correre in difesa, a combattere contro un fisico che non lo asseconda e contro una spalla destra che a distanza di un anno e mezzo dall’infortunio di Jerez continua a presentargli un conto salato. Ma al Sachsenring (e anche ad Aragon, dove ha combattuto fino alla fine con Pecco Bagnaia) Marc ha dimostrato che nelle giuste condizioni il suo talento può compensare una forma fisica ben lontana dalla perfezione. La domanda, a questo punto, è la seguente: è possibile che proprio in Texas Marc possa trovare quelle condizioni? “Non vedo l’ora di correre ad Austin, voliamo in Texas dopo le due gare positive di Aragon e Misano” ha dichiarato il portacolori di casa Honda. “Il circuito mi piace tanto e in passato il Cota mi ha regalato grandi soddisfazioni. Quest’anno la situazione è un po’ diversa, ma al di là come andrà sarà bellissimo ritornare a girare su una pista che adoro”.

austin, un circuito… sinistro

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E dunque? Che Marc e Austin siano fatti l’uno per l’altro si era capito da tempo, le dichiarazioni d’amore del diretto interessato si limitano a confermarci ciò che è già sotto gli occhi di tutti. Ma quest’anno c’è forse anche un elemento in più che, al di là dello storico delle vittorie, consente al catalano di guardare con ottimismo al prossimo fine settimana. E di conseguenza obbliga noi a considerarlo, fino a prova contraria, uno dei possibili contendenti alla vittoria: ad Austin, proprio come in Germania e Aragon, si gira in senso antiorario, in una configurazione che potrebbe aiutare non poco il pilota Honda ad affaticare sensibilmente meno la tormentata spalla destra. Sia al Sachsenring che ad Aragon Marc sembra avere tratto beneficio dal layout “sinistro” del tracciato, e pertanto ci sono i presupposti per pensare che anche Austin (la pista dove per altro ha ottenuto la sua prima vittoria nella Classe Regina) possa riservargli un simile sollievo.

motogp austin, la statistica dice honda

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Anche la statistica, a ben guardare, fa il tifo per la Honda. E non ci riferiamo solamente al dominio di Marquez al Cota, bensì a una sorta di rapporto speciale che negli ultimi quindici anni – quelli della MotoGP, per intenderci – ha finito per legare il marchio dell’Ala Dorata agli Stati Uniti d’America. Anche prima del 2013, infatti, la casa di Tokyo se la passava piuttosto bene dall’altra parte dell’Atlantico: Honda trionfò a Laguna Seca nel 2005, anno del ritorno del Motomondiale in terra statunitense, e anche nel 2006, in una splendida e romantica doppietta che porta la firma del compianto Nicky Hayden. Nel 2009, sempre in California, fu la volta di Daniel Pedrosa, vincente anche a Indianapolis nel 2010 e nel 2012. Il nome di Casey Stoner, passato nel frattempo da Ducati ad Honda Hrc, è invece impresso sui trofei di Indy 2011 e Laguna Seca 2011 e 2012. Poi si è aperta l’era di Marc Marquez, pilota che oltre ai sei centri di Austin di è aggiudicato anche una tripletta ad Indianapolis (2013-2015) ed una vittoria a Laguna Seca (2013). Il totale? Per Honda il bottino è di quelli grassi: ben 18 vittorie in totale su suolo americano, di cui dieci consecutive dal 2010 ad oggi.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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