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Il motomondiale torna nel circuito texano dopo un anno di assenza: su questo tracciato Marquez vanta 6 vittorie in MotoGP e proseguirà l’inseguimento iridato di Bagnaia a Quartararo

Si torna in Texas, terra di deserto, petrolio, duelli e pistole. La MotoGP nel week end del 3 ottobre fa tappa ad Austin, al Circuit Of The Americas (Cota) per il quartultimo appuntamento stagionale. L’ultima volta che si gareggiò qui era il 2019, ma ad aprile, poi l’appuntamento con il GP delle Americhe è saltato per la pandemia, per poi ricomparire ora, ma in una data autunnale.

frenate e saliscendi

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La pista, lunga 5.513 metri, è caratterizzata da numerose curve, 20, alcune delle quali riprodotte da Tilke, il suo disegnatore, da tratti iconici di altri circuiti. Secondo i dati forniti dalla Brembo, Austin è un tracciato con impegno medio per i freni: si spende in frenata circa il 30% del tempo del giro. La caratteristica principale della pista texana, che alterna tratti tortuosi ad altri di maggiore scorrimento, è data dai suoi tanti saliscendi, ma soprattutto dai 41 metri di dislivello tra il punto più basso e quello più alto del circuito. Decisive, quindi le staccate, con tre frenate particolarmente violente. Vediamole.

le staccate da bollino rosso

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La frenata più impegnativa è quella della curva 12, alla fine del più lungo rettilineo della pista: si arriva a 339 km/h di velocità per uscire a 66, dopo 317 metri di spazio di frenata e 6″2 di azione frenante. Altra staccata chiave è quella della curva 1, la prima dopo il rettifilo del via, molto impegnativa perché in salita: si arriva a 302 orari per affrontare il tornantino a 63 km/h dopo una decelerazione massima da 1,5 G. Anche questo è un punto da carenate e duelli, dove il rischio di perdere la linea è altissimo. Terzo punto cruciale è la curva 11, dove il differenziale della velocità è di 195 km/h e sulla leva si esercita un carico massimo di 5,2 kg.

Il ruolino di Marquez

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Su una pista dove è fondamentale non uscire di linea, per non finire nelle ampie zone di fuga del tracciato, Marc Marquez vanta l’invidiabile ruolino di sei vittorie di fila, dal 2013 al 2018, mentre l’ultima edizione (2019) ha visto il successo della Suzuki di Alex Rins davanti a Valentino Rossi (Yamaha): considerando il verso antiorario del tracciato e i suoi trascorsi sarà interessante vedere come se la caverà lo spagnolo della Honda, ancora alle prese con la non facile riabilitazione alla spalla.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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Moto Club Biassono

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