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Nonostante la famiglia di motociclisti, l’australiano ha scelto le 4 ruote. Ma il suo cognome non l’ha aiutato: Jack si è fatto da solo tra kart e serie asiatiche. E ora lotta per il titolo della F3

Nell’ormai noto weekend “nero” di Spa Francorchamps, è comunque emerso anche qualche spunto agonistico. In particolare, nella gara di F3 corsa in condizioni meteo ancora “decenti” nonostante la pista bagnata, si è messo in mostra il talento di Jack Doohan. Il giovane pilota australiano ha vinto la gara domenicale tornando in corsa per il titolo di categoria e confermandosi uno dei migliori specialisti delle formule “rampa di lancio”. E pensare che, quando nove anni fa il giovanissimo Jack muoveva i suoi primi passi nel karting, molti erano perplessi per la sua scelta.

figlio di una leggenda

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Gli esperti di Motorsport infatti si immaginavano Jack sulle orme del padre, il leggendario Mick, che negli anni Novanta era stato l’uomo da battere della 500 per molti anni. Michael, bravo ma estremamente sfortunato, avrebbe potuto anche vincere molti più titoli dei cinque incamerati dal 1994 al 1998 se la sua carriera non fosse stata condizionata da diversi infortuni. Uno su tutti, quello del 1992 ad Assen che gli costò un titolo che sembrava già in cassaforte e invece finì a Wayne Rainey nel beffardo finale di Kyalami. Tra l’altro, anche lo zio Scott aveva al suo attivo una edificante carriera nel motociclismo, con molte vittorie nella Superbike australiana e anche una partecipazione al GP d’Australia 500 del 1994. Nonostante questa ascendenza, Jack ha preferito scegliere un cammino agonistico completamente diverso, dedicandosi alle quattro ruote.

gli inizi nel kart e in f4

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Il giovane australiano, dopo quattro anni di apprendistato negli Usa, ha iniziato a conquistare i suoi primi allori nel 2015 con il titolo australiano KA Junior. Passato alla Tony Kart, l’anno seguente ottiene un altro titolo nazionale in KA2. Nella stagione seguente, con il team di Ricky Flynn, arriva un bel terzo posto in classe Okj nel campionato Europeo Cik-Fia. Ormai la strada per il debutto nelle auto era tracciata e la Red Bull lo inserisce nel Red Bull Junior Team, trampolino di lancio verso le serie di alto livello. Nel 2018, ecco il debutto in Formula 4, alternandosi tra la serie inglese con Trs Arden e quella italiana e tedesca con la Prema Powerteam Theodore. Le maggiori soddisfazioni arrivano in Inghilterra con ben tre vittorie e il quinto posto finale in campionato; Doohan junior si mette in mostra anche in Italia in alcune delle otto gare disputate, siglando un giro veloce e ottenendo il 12° posto in campionato con 35 punti. Nell’inverno 2018/2019 Jack disputa poi l’Mrf Challenge Formula 2000, una serie ideale continuatrice della Formula Asia che permetteva ai giovani formulisti europei di correre anche nei mesi freddi, cogliendo il nono posto con due podi.

gli ultimi anni

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Jack continua poi a mostrare il suo carattere eclettico anche nel 2019, alternandosi tra il campionato asiatico di Formula 3 e la Euroformula Open Championship, la serie “parallela” alla Formula 3 messa a contorno della GT Open. È in Asia che Jack ottiene i migliori risultati con 5 vittorie, una pole, 13 podi e il 2° posto in campionato, mentre nella Euroformula giunge un lusinghiero 11° posto con la Double R Racing. Nel difficile 2020, Jack si conferma protagonista del campionato di Formula 3 asiatico passando alla Pinnacle Motorsport e ottenendo un altro 2° posto con 5 vittorie e 10 podi; più sfortunata la partecipazione al Campionato di Formula 3 Fia, iniziato in estate a Zeltweg, dove chiude solo 26° con una vettura di Hwa Racelab, complice un clima difficile nella squadra che contava anche Enzo Fittipaldi e Jack Hughes. Nel 2021, nuova squadra con il passaggio alla Trident e nuova motivazione, con un ottimo secondo posto nella gara principale di Barcellona. Dopo Montmelò, arriva finalmente la prima vittoria, a Le Castellet. Sotto quella pioggia, ostica per il padre in sella alla Honda 500, Jack ha spazzato via la concorrenza con annesso uno splendido sorpasso finale a Dennis Hauger. E dopo poche settimane, il successo di Spa Francorchamps che lo ha lanciato nella lotta per il titolo. Quando mancano solo le tre gare di Sochi, i punti che separano l’australiano dal leader Hauger sono 43. Difficile ma non impossibile il sorpasso.

il sogno di jack

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Ovviamente l’obiettivo del giovane è uno solo: arrivare in Formula 1 e cercare di far rivivere agli australiani i tempi d’oro di Jack Brabham e Alan Jones. Una scelta che il padre Mick asseconda pienamente, per niente deluso dal fatto che il figlio abbia deciso di divergere dalle tradizioni familiari. Se poi un domani Jack decidesse di passare al Motociclismo, invertendo il cammino di un altro grande come Mike Hailwood, molti sono certi che farebbe ancora bene. Nei prossimi anni quindi potrebbe profilarsi un nuovo contendente nella battaglia tra “discendenti di titani”. I figli di Schumacher e Sainz però potrebbero ritrovarsi impreparati di fronte a Jack Doohan, visto che il padre non ha mai avuto esperienze automobilistiche…

Fonte: https://www.gazzetta.it

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