0 0
Read Time:4 Minute, 36 Second

Tra i “peggiori” come velocità di punta, Bagnaia e Quartararo hanno duellato a Misano ma il piemontese ha tirato fuori un ultimo giro mostruoso. Nelle ultime due stagioni solo tre piloti hanno vinto due gare di fila

Le vittorie non solo si contano, si pesano. Vale anche per i due splendidi centri consecutivi in MotoGP di Pecco Bagnaia che dopo il primo trionfo del 12 settembre ad Aragon, la settimana dopo si è ripetuto alla grande a Misano. Sul piano dei numeri due vittorie portano gli stessi punti in classifica ma sul piano tecnico e psicologico vincere prima su un circuito meno “amico” di quello romagnolo e fare poi subito il bis “in casa” dimostra che qui il fattore campo non conta e che i successi sono il frutto del manico del pilota e della qualità tecnica della moto.

motogp e doppiette

—  

Nelle ultime due stagioni solo Fabio Quartararo (nel 2020 nei due round consecutivi di Jerez e nel 2021 a Losail e Portimao) e Jack Miller (2 e 16 maggio 2021 a Jerez e Le Mans) avevano vinto due gare consecutive, e questo aggiunge il peso qualitativo di quanto fatto dal binomio italiano. Le due vittorie consecutive di Bagnaia ad Aragon davanti a Marc Marquez con un distacco di 6 decimi (+0.673) e a Misano davanti a Quartararo quasi in volata (+0.364) dimostrano quanto l’asticella del campionato si sia alzata e come adesso il punto di riferimento sia dato dal 24enne pilota torinese e dalla sua rossa che, specie in potenza accelerazione velocità di punta, fa la differenza. Con queste due perentorie vittorie Bagnaia ha raggiunto un risultato extra battendo ad Aragon Marquez, il dominatore delle ultime stagioni, e battendo a Misano Quartararo, verosimilmente l’erede in fieri del marziano di Cervera, tutt’ora lontano dalle condizioni psico-fisiche di prima del grave incidente 2020.

mondiale motogp

—  

I 48 punti di distacco in classifica generale consentono a Quartararo di gestire il suo bottino nelle ultime quattro gare mentre Pecco non ha alternative dovendo proseguire all’attacco, cercando addirittura il tris o, nel ritorno a Misano del 24 ottobre, il poker. La partita è aperta e sognare si può. Spetta soprattutto a Ducati gestire con oculatezza l’incandescente finale, sul piano tecnico e tattico, orchestrando correttamente ma senza tentennamenti anche il gioco di squadra (non solo Miller ma pure i piloti del Team satellite bisognosi di una “ripulita” alle loro moto) a favore di Bagnaia, sapendo che Quartararo oggi in Yamaha è sostanzialmente da “solo”, con Morbidelli, Dovizioso, Rossi non in grado, per motivi diversi, di dargli una mano.

cosa ha detto misano

—  

Tornando a Misano, merita analizzare elementi tecnici che possono fare ancora maggior chiarezza sulla situazione attuale delle forze in campo. Cominciamo dalle velocità di punta con in testa la Ducati (di Zarco): 302,5 km/h e fanalino di coda la Yamaha di Dovizioso: 292,6. I due principali protagonisti, Bagnaia e Quartararo, sono indietro: Pecco è al 18° posto in coabitazione con Rins, Mir, Nakagami, Lecuona (tutti a 297,5 km/h) mentre Fabio è al 23° posto (penultimo): 293,4 oltre 7 km/h in meno di Zarco. Secondo è Viñales la cui Aprilia vola sopra i 300 (301,6), stessa velocità della Honda di Alex Marquez seguito dalla Ducati di Bastianini e dall’Aprilia di Aleix Espargaro (entrambi 300,8 km/h). Di particolare interesse la massima velocità dei primi due all’ultimo giro: Bagnaia 296,7 km/h, Quartararo 291,8 km/h. In tutti i 27 giri della corsa la Yamaha di Quartararo è sempre stata sotto i 294 di velocità max mentre la Ducati di Bagnaia per 9 giri ha superato i 297 mentre per 15 giri ha superato i 296. A Misano, si sa, la velocità di punta conta relativamente mentre decisive sono la staccata, la percorrenza in curva (dove svetta la Yamaha di Quartararo) e l’accelerazione dove primeggiano le Ducati (in primis quella di Bagnaia ma anche quella di Bastianini).

le conseguenze

—  

È un fatto che oggi in MotoGP il livello tecnico e agonistico è molto elevato e, specie sul giro, i tempi si sono molto ravvicinati: nelle qualifiche di Aragon (17 curve) 50 millesimi di secondo dividevano il primo dal secondo, il secondo dal terzo, il terzo dal quarto (così fino al 15°). Tornando a Misano, di particolare interesse è l’analisi dei tempi dei due battistrada negli ultimi dieci giri-show con Bagnaia che solo una volta supera l’1 e 32 (23° giro 1’33.048) mentre Quartararo nel suo forcing (al 23° giro: 1’32.531) nelle ultime dieci tornate sta sempre sotto l’1 e 33 stabilendo il suo miglior giro al 19° passaggio: 1’32.336. Dal 23° giro al 26° giro Bagnaia perde sempre qualcosina nei confronti di Quartararo che si avvicina anche visivamente: Bagnaia 1’32.725 (24° giro), 1’32.758 (25° giro), 1’32.775 (26° giro) con Quartararo 1’32.589 (24° giro), 1’32.538 (25° giro), 1’32.601 (26° giro). Poi, all’ultimo passaggio decisivo il capolavoro di Pecco: 1’32.573 contro l’1’32.802 di Fabio! Sotto la bandiera a scacchi l’italiano della Ducati brucia il francese della Yamaha per 364 millesimi. Così si vince una gran corsa segnando il proprio nome nella grande storia del motociclismo mondiale. Bagnaia e Quartararo, due super manici in pista. Due gran signori.

Fonte: https://www.gazzetta.it

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Di Moto Club Biassono

Moto Club Biassono

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *