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Il nove volte campione del mondo ricorda alcuni passaggi chiave della sua carriera durante un’intervista con Dazn Spagna: “Volevo zittire chi diceva che vincevo in MotoGP solo grazie alla moto”

Dopo il weekend difficile di Aragon, Valentino Rossi spera che l’aria di casa possa aiutarlo a risollevarsi. Con questo stato d’animo, il nove volte campione del mondo si prepara al round di Misano. Sarà anche la penultima gara sul circuito intitolato all’amico Marco Simoncelli, dato l’appuntamento in ottobre e il ritiro a fine stagione. Per lui anche il momento di tracciare bilanci e ripensare ad alcuni snodi cruciali della sua carriera, come ha fatto in un’intervista rilasciata a La Caja, programma di Dazn.

PAZZA IDEA

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Uno dei punti salienti è sicuramente l’addio alla Honda avvenuto nel 2003. Con il marchio giapponese erano arrivati tre titoli iridati consecutivi in top class dopo il secondo posto nella prima stagione in 500, nel 2000. Una scelta forte, come ha spiegato lo stesso Rossi: “È stata una decisione pazza, perché per poter lasciare la Repsol Honda dovevi essere fuori di testa. Infatti, quando ci ripenso ora penso che ero impazzito. Ma avevo anche molta fiducia in me stesso, e inoltre non sopportavo i commenti di chi diceva che stavo vincendo perché stavo guidando una Honda. Quando ero in pista mi sentivo il pilota più veloce. Così ho potuto vendicarmi e dimostrare di poter vincere su un’altra moto. A essere sincero non mi aspettavo di vincere la prima gara, è stato qualcosa di inaspettato”.

TENTAZIONE

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E poi c’è stato l’accostamento alla Ferrari, con il sogno di passare in Formula 1, seguendo l’esempio di John Surtees. Rossi, però, non ha alcun rimpianto: “Questo era il programma per il 2006. Sono andato a casa di Montezemolo e stavamo cercando un modo per realizzarlo . Era un’idea interessante, ma sinceramente non ero preparato a smettere di correre con la moto. Sapevo che avrei potuto vincere ancora altri mondiali e non sentivo che fosse il momento giusto”. Nessun ripensamento nemmeno sui tempi del ritiro: “Me lo dicevano anche nel 2006 e nel 2007, quindici anni fa. Ma non ho lasciato le moto proprio per non avere alcun rimpianto guardandomi indietro”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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