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Il pugliese della Rossa ospite della puntata: “Quando è arrivato Stoner speravo di poter alleggerire il mio ruolo, ma lui era venuto per ego, non per mettersi a disposizione. A Zeltweg podio tutto Ducati, ma a me interessa Valencia”

È l’arma in più della Ducati, l’uomo che ogni anno macina migliaia di chilometri spesso in perfetta solitudine per trovare quel qualcosa in più che possa permettere a Francesco Bagnaia, Jack Miller, Johann Zarco e agli altri piloti della rossa di provare a giocarsi la vittoria. Ed è talmente integrato in questo progetto, che Michele Pirro a un certo punto della chiacchierata su MotoG-Podcast, il talk della Gazzetta condotto da Paolo Ianieri e Zoran Filicic, se ne esce con un bel “siamo una moto”.

Sì, perché far parte della Ducati significa qualcosa di più di correre o rappresentare una squadra normale. “Io purtroppo mi sento sempre pilota, però per andare a un certo limite per provare certe cose e andare al limite, se non hai l’attitudine del pilota diventa impossibile. Io mi sento ancora pilota, veloce, uno che può dare ancora tanto. E al Mugello fino a due giri dalla fine me la giocavo con Vinales per il 9° posto”. Pirro in questi anni è diventato un punto fermo per Gigi Dall’Igna il Direttore Generale di Ducati Corse. “Con Gigi all’inizio è stata dura, per anni gli ho chiesto di farmi correre, a un certo punto lo ‘odiavo’, però va detto che ha avuto ragione lui. Ho avuto la speranza di farlo quando è arrivato Stoner, così da potere alleggerire il mio ruolo e invece lui era venuto, tra virgolette, per il suo ego. Quei piloti lì non sono propensi a mettersi a disposizione per gli altri, e per fare il mio ruolo devi essere disposto a mettere da parte l’odio personale”. Una chiacchierata che entra in quello che è la Ducati di oggi e di domani (“Mi piacerebbe vedere Valentino Rossi provare la Ducati, sai quante volte gli ho detto, ‘se guidassi quella di adesso invece quella dei tuoi tempi…’) e con l’occhio puntato al GP della prossima settimana in Austria. “Come finisce? Prima Ducati, seconda Ducati, terza Ducati. E ci metto pure quarta Ducati, con Jorge Martin – ride Pirro -. Ma a me di come finisce in Austria interessa relativamente, quello che vogliamo è essere campioni del mondo alla fine della gara di Valencia”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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Moto Club Biassono

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