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Gerloff vuole diventare riferimento Yamaha ’22. Per vincere il Mondiale è Toprak il primo avversario da togliere di mezzo. Ma non in quel modo…

26 luglio 2021 – 11:54

Il bello è che la Yamaha li aveva già confermati entrambi per la Superbike 2022. Forse è proprio questo il motivo scatenante del patatrac fra Garrett Gerloff e Toprak Razgatlioglu  che rischia di costare carissimo alla stessa marca di Iwata. Il pilota turco ad Assen non aveva il potenziale per impedire la tripletta di Jonathan Rea, ma con un altro podio – perfettamente alla portata – avrebbe limitato i danni. Invece la toccata del texano alla prima curva, con conseguente caduta, hanno fatto precipitare il turco a -37 punti. E’ un distacco che peserà moltissimo nella sfida al Cannibale:  in Olanda, sua pista magica (15 trionfi!), Rea  ha trovato il modo di gestire le gomme morbidissime di ultima generazione Pirelli. Nelle prossime sfide batterlo sarà ancora più difficile. Nella gallery qui sotto la dinamica esatta.

Quella volta che Biaggi intimidì Rea

I piloti sono animali feroci, quello che gli passa per la testa è impossibile da comprendere per noi da fuori. Le rivalità si cuociono al fuoco lento di sgarbi in pista che sfuggono anche ai mille occhi del motociclismo moderno. Nel 2010, a Donington, dopo gara 1 Jonathan Rea venne a cercare me. “Tu che sei amico di Biaggi, digli che la prossima volta non frenerò”. Era incazzato nero perchè nel giro di allineamento, cioè l’ingresso in pista venti minuti prima del via, Max lo aveva puntato deciso. “Poteva tagliarmi in due” lamentò l’allora pilota Honda. La manovra intimidatoria non era casuale: Biaggi, il campionissimo, si era accorto che il biondino – anche con una Honda nettamente inferiore alla sua Aprilia – alla lunga sarebbe diventato un problema. Voleva fargli capire chi comandava, semplicemente. Rea ha imparato bene la lezione. Commentando la collisione di Assen ha chiosato: “Ci sono piloti che non si arrendono di un centimetro. Quando gareggi contro questi piloti, devi essere più intelligente o altrettanto aggressivo.” 

Gerloff vs Toprak, ne resterà uno solo 

La dinamica dello scontro è chiara: Gerloff, schizzando dalla terza fila (!) ha zigzagato in mezzo ai big e dopo essersi fatto largo ha frenato come non ci fosse domani. Toprak voleva partire a razzo perchè solo andando davanti aveva una minima possibilità di impegnare il Rea di Assen. Il turco è un demonio in frenata, e se Garrett gli ha mangiato trenta metri significa che qualcosa non quadrava: era aldilà del limite, forse avrebbe fatto la curva ma non poteva evitare di andare addosso a Razgatlioglu che, in linea leggermente più esterna, era davanti e non poteva smaterializzarsi. La toccata non è stata violenta, ma è bastata. Se in cinque round prendi in pieno Rea, Rinaldi e Toprak qualche domanda te la devi fare. Gerloff è un pilota velocissimo, un gran personaggio e un ragazzo adorabile. Ma deve imparare da Rea: le corse non si vincono alla prima curva, semmai all’ultima.

Toprak ha qualche colpa?

Nel fatto specifico, assolutamente no. Ma Scott Redding, nel dopo gara, ha detto una cosa che fa riflettere. ““Toprak a volte non ha rispetto. Anche Gerloff non ha rispetto…” Il britannico ha voluto raccontarci quello che avevamo già capito da fuori. Cioè che Toprak è un pilota un pò alla Max Verstappen di questa stagione. Animali fuoriosi che entrano dentro contando che l’avversario molli la presa. La volta che nessuno frena, booom! Fateci caso, la prossima gara, quante volte Jonathan Rea gestisce la situazione quando gli piombano addosso il turco o Michael Rinaldi, un altro ragazzo arrembante che non fa sconti. Il numero uno ha l’esperienza e il potenziale tecnico per restituire i colpi quando conta davvero. Ma Garrett Gerloff non ha questa pazienza. Ha fretta di far capire alla Yamaha che Toprak non basta per vincere il Mondiale, e che ci penserà lui l’anno prossimo. Il piano del texano è lucido: per arrivare a vedersela con Rea, dovrà diventare il riferimento Yamaha,  togliendo di mezzo Toprak. Ma non in quel modo, Garrett…

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Fonte: https://www.gazzetta.it

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