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Marc Marquez alla vigilia della Catalogna: “Da casa puoi sentirti pronto ma lo capisci solo quando sali su una MotoGP. Sappiamo dove migliorare la moto ma ci vuole tempo”

Il braccio, gli antibiotici, la moto Honda, l’assenza di Crutchlow. Marc Marquez analizza in modo approfondito i perché di una situazione che non si può definire crisi ma che comunque lo tiene lontano dai vertici della MotoGP da luglio 2020. “Sì, il recupero procede a rilento per una serie di ragioni”, ha chiarito l’otto volte campione del mondo spagnolo.

il braccio di marquez

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Marc ha spiegato la difficoltà maggiore del rientro: “Non posso dire di essere stato spiazzato al momento del mio rientro. Però quando torni in gara riscopri quanto sia impegnativo. A casa lavori duro, anche quando forzi in palestra ti senti pronto per tornare in pista. Poi però risali su una MotoGP e tocchi con mano cosa vuol dire, le sollecitazioni, le difficoltà, la forza che serve, il fatto di avere di fianco i migliori piloti del pianeta. È diverso: non posso dire sia stata una sorpresa ma serve tempo. Anche i test su moto stradali non ti danno la misura di cosa sia la MotoGP. Adesso magari faccio un buon giro ma non posso infilarne cinque tutti aggressivi”, ha sottolineato Marquez.

la honda senza crutchlow

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L’assenza di Cal Crutchlow, oltre al suo infortunio, è stato un altro fattore. “Nel 2020 io mi sono fatto male e Crutchlow non ha potuto lavorare al meglio allo sviluppo”, ha riconosciuto Marquez parlando del britannico passato da Honda a collaudatore Yamaha. “Credo che queste due cose ci abbiano fatto perdere qualcosa in termini di sviluppo, ma la Honda comunque ha fatto un gran lavoro, io penso che la moto sia ok”.

rc213v “facile”

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Il nodo moto torna centrale sempre. Dicono che i piloti Honda si lamentino della difficoltà di guidarla, e Marquez illumina la situazione: “Meglio una moto facile? Beh, tutti vorremmo una moto facile nel senso di familiare per noi piloti. Io a inizio 2021 ho provato la moto, poi sono passato a quella con cui sono caduto nel 2020. Non è una questione di moto ma di km che devo mettere in bagaglio. Sento molta differenza tra le braccia, probabilmente compenso con il sinistro la minor forza nel destro e il mio stile ne risente. In più gli antibiotici hanno avuto il loro effetto e il recupero non è velocissimo. Ma stiamo lavorando”. E ancora: “Io chiedo alla Honda delle modifiche che si adattino al mio stile ma non è che do indicazioni contrarie a quelle degli altri piloti Hrc. Tutti stiamo dando indicazioni che non a caso vanno nella stessa direzione, a proposito di relativa facilità di guida. È una moto difficile da portare al limite, ma la Honda in questi anni è stata veloce e vincente, e stiamo lavorando tutti insieme per riportarla a quel livello. Poi è chiaro che ogni pilota trova il suo assetto ottimale”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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