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L’otto volte campione del mondo: “Abbiamo perso un compagno, dura correre così. La mia caduta? Errore mio, e meno male che con la mia Honda non ho buttato giù Binder”

Per il secondo giorno di fila Marc Marquez deve chiedere scusa, e lo fa con una serenità disarmante. Anche perché il pensiero del pilota della Honda MotoGp corre subito a Jason Dupasquier, morto per le conseguenze dell’incidente durante le qualifiche della Moto3 al Mugello il 29 maggio: “Non è facile correre quando perdi un compagno, così è stata davvero dura in gara”, ha sottolineato l’otto volte campione del mondo in un messaggio registrato, perché la Honda in segno di rispetto non ha voluto effettuare la consueta conferenza stampa. “Mi stringo intorno alla famiglia di Jason, si rischia ogni volta che si va in moto ma così è davvero difficile”.

Marquez: “scusa Brad”

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Poi lo spagnolo entra nel merito tecnico della gara, almeno quel po’ che ci è rimasto, vista la caduta al secondo giro: “Peccato perché avrei bisogno di mettere km di gara sulla moto, e invece ho fatto un altro errore. È stata colpa mia” – ha ammesso Marquez – “sono entrato troppo veloce in curva e ho colpito Brad Binder. E meno male che sono caduto solo io e non lui, perché sarebbe stata un’ingiustizia, mi scuso con lui”. Una caduta doppiamente pesante perché il pilota Honda si sentiva meglio del previsto: “Avevo forza nel braccio, pensavo che il weekend sarebbe andato peggio invece non mi sentivo così male. Non volevo proprio cadere, adesso sarebbe importante girare tanto in gara. Adesso speriamo meglio al Montmelò, che dovrebbe essere una pista più favorevole a me e alla Honda”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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