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Pecco Bagnaia commosso e attonito dopo la gara di MotoGP: “Durante il minuto di raccoglimento impossibile concentrasi sulla corsa. Alla gara non ho mai pensato, non mi interessa la caduta. E l’ho detto anche alla Ducati”

Francesco Bagnaia guarda ancora nel vuoto, ore dopo la fine della gara della MotoGP al Mugello, ore dopo aver saputo della morte di Jason Dupasquier. Guarda nel vuoto e risponde alle poche domande in conferenza stampa, rimbalzando con cortesia ma fermezza l’unico tentativo di introdurre questione tecniche nella discussione: “La gara non mi interessa, non conta niente”. Per lui, scattato dalla seconda casella e subito balzato in prima posizione, la corsa è durata un giro e mezzo, la caduta quando era in testa alla gara gli ha quasi tolto un peso dal cuore.

bagnaia e l’assurda corsa

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Il pilota della Ducati è andato subito al punto: “Quando ho saputo di Jason ho smesso di pensare a tutto. Impossibile concentrarsi, impossibile pensare ad altro che quella situazione, quella morte assurda. Ho chiesto anche di non correre, ho parlato con Davide Tardozzi — team manager Ducati, ndr— dicendo che non avrei voluto correre. Anzi ho detto che non avrei corso, poi so che è il nostro lavoro e l’ho fatto, ma penso che se fosse successo a un pilota di MotoGP non avremmo corso. Ma nella testa ho avuto tutto il tempo solo quel ragazzo di 19 anni e la sua famiglia”.

irrispettoso correre

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Bagnaia è stato onesto anche nelle considerazioni a margine, dicendo che “forse hanno tutte le opinioni un peso, cioé io penso che per rispetto non avremmo dovuto correre ma altri dicevano che invece per rispetto lui avrebbe voluto che corressimo. Io continuo a pensare che la gara non andava fatto, forse perché sono uno fin troppo sensibile. Però per me è stato sbagliato e irrispettoso correre. Quando c’è stato il minuto di silenzio avevo quasi cancellato il pensiero di quella morte, poi in quegli istanti ci sono di nuovo finito dentro, è stato impossibile concentrarmi sulla moto”.

decidano i piloti!

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Gli viene chiesto se non sia più giusto, in situazioni simili, non far decidere i piloti, visto che sono loro a rischiare in prima persona: “Per me sarebbe meglio, ma onestamente penso che sarei stato l’unico a pensare di non correre oggi. E questa cosa mi fa altrettanto male. La decisione di correre è stata presa con troppa leggerezza”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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Moto Club Biassono

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