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Lo spagnolo ha commentato la scia cercata alle spalle del connazionale durante la Q1 al Mugello in MotoGP: “Ho puntato lui perché era il più veloce. In passato lo facevano anche con me. La gara? Vorrei essere più avanti ma ora valgo questo”

Marc Marquez non ha usato giri di parole, ha ammesso di non essere stato “fair” durante le Q1 ma ha anche candidamente detto che, insomma, il fine giustifica i mezzi. Post qualifiche del GP Italia di MotoGP al Mugello, e il campione della Honda arriva in conferenza dopo essersi scusato di persona con Maverick Vinales per la scia “rubata” alla Yamaha del connazionale spagnolo: quella scia ha permesso a Marquez di entrare in Q2 con il miglior tempo, mentre lo stesso Vinales è stato eliminato. In griglia il pilota Honda partirà 11°, il rivale di Yamaha 13°: poca differenza ma è anche questione di… onore.

le scuse di marquez

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“Ho parlato con Maverick e gli ho chiesto scusa, non è stato molto sportivo il mio comportamento, lo ammetto. Ho capito benissimo che fosse arrabbiato”, sottolinea l’otto volte campione del mondo. “Ci tengo però a sottolineare che non volevo fare dispetti a Vinales, non volevo innervosirlo: ho seguito lui perché vedevo che era il più veloce, se fosse stato un altro mi sarei attaccato a un altro”. Non che cambi la poca sportività, ma insomma, niente di personale. “Sono stato nelle regole, forse non è stato bellissimo ma non ho infranto alcuna regola. In passato altri piloti seguivano me nelle qualifiche per sfruttare la mia scia”.

il lato debole di marquez

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Archiviate le scuse, lo spagnolo ha mostrato il lato debole, come ormai da diverse settimane, con la serenità di sempre. “Ho preso la scia perché sapevo che era l’unico modo per migliorare, faccio fatica in moto e lo so. Il braccio? Fa male, ma non è solo il braccio, è tutta la zona della spalla e della schiena che va in sofferenza. So quale è il mio valore in questo momento”. Quindi nessuna aspettativa particolare per la gara, sarà un GP Italia corso in difesa per Marquez: “Non mi interessa la posizione, arrivare settimo o nono o decimo davvero in questo momento vuol dire poco. È un processo lungo e io lo sto seguendo, bisogna andare avanti passo per passo. Certo, mi piacerebbe partire più avanti o arrivare tra i primi ma per adesso va bene così, mi serve mettere chilometri sulla moto”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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