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La puntata del GP d’Italia nelle parole di chi disegna i caschi dei piloti. Che vede Marquez smarrito e ricorda quella volta che Simoncelli suonò al suo studio per…

Paolo Ianieri

Sarà tra i protagonisti anche di questa edizione del GP d’Italia, anche se non corre. Perché ci sono la sua mano e la sua firma su molti dei caschi dei piloti del Mondiale, così come sulle livree di diversi team. Aldo Drudi è l’ospite di Paolo Ianieri della puntata di MotoG-Podcast che apre la settimana del Mugello. “Avrei voluto essere anche io in gara per i punti, ma alla fine è molto più conveniente fare il grafico: non rischi e ho comunque vinto un sacco di Mondiali. Sarei tentato di fare il conto di quanti ne ho vinti, tra livree moto e caschi, Giacomo Agostini non è nessuno in confronto a me” scherza Drudi. Che ci apre le porte del suo mondo, quello del riuscire a interpretare le emozioni e l’istinto dei piloti per poi tradurle in tratti colorati.

L’invito di Spike Lee

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“È tutto molto semplice, devi interpretare il carattere di chi si rivolge a te. L’ultimo casco importante è stato quello di Franco Morbidelli (Misano 2020; n.d.r.) nel quale abbiamo affrontato il tema della discriminazione razziale. Spike Lee ha chiamato Franco per congratularsi e per chiedere naturalmente una copia del casco. E quando verrà a Roma ha detto che ci inviterà per passare una serata, sarebbe meraviglioso”.

Il campo di grano di Migno

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“Sono tanti i feticci che i piloti nascondono nei loro caschi, soprattutto in gare speciali come può essere il GP d’Italia. Andrea Migno un paio di anni fa volle ricreare il campo di grano dietro casa dove andava a giocare da ragazzino. Gli metteva tranquillità. Un’altra volta avevamo i disegni fatti dai suoi cari, abbiamo anche avuto la nonna come ombrellina. Tutto perché questi feticci sono importanti e hanno riferimenti anche psicologici. Realizzare un casco è molto di più di un semplice esercizio grafico. Indossarlo ti fa scattare meccanismi particolari. I motociclisti sono grandi amanti della vita, più che del rischio”.

La consegna del casco

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La pandemia quest’anno stravolgerà la tradizione. “Qualche giorno fa con Valentino siamo stati a pranzo e abbiamo pensato al casco per il Mugello. Non potendo entrare nel paddock, quest’anno non credo che faremo la solita cerimonia del venerdì notte nel suo motorhome con un po’ di amici: scopriamo il casco e facciamo un po’ di foto che non pubblichiamo mai, questa è la regola, e poi il sabato mattina lo indossa. Il casco di quest’anno è surreale, fa sorridere ed è molto carino, è un’idea di Stefano, che lavora con me, ed era latente da qualche anno. Come quella del Viagra di Misano”.

Quella volta che il Sic…

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Lo studio di Aldo è quasi una seconda casa per molti dei piloti, che spesso lo vanno trovare solo per il gusto di fare quattro chiacchiere. O altro. “Una mattina sento suonare il campanello, apro e c’era Simoncelli trafelato che aveva fatto tutti i sei piani di corsa e non si era neanche tolto il casco. ‘Sic ma sono le 9.30 del mattino, cosa fai qui?’. E lui con il fiatone: ‘Aldo, mi scappava la cacca, avevo due possibilità, o andare a farla dalla nonna o da te. Dalla nonna mi sembrava brutto che è un po’ che non la vado a trovare, allora ho scelto te’. Si è infilato nel bagno, ha fatto quello che doveva fare e poi è andato via”.

Quartararo il pilota moderno

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Dei giovani, a Drudi piace molto l’approccio del leader iridato. “Credo che sia l’espressione di questo nuovo modo di affrontare il Motomondiale: meno ricerca di soluzioni tecniche con il team, muovi, sposta… so per certo che muove pochissimo da un GP all’altro, è impressionante. Trovato un assetto va avanti con quello. C’è quella tendenza di enfatizzare la guida con il sorriso sulle labbra. Con tutte queste soluzioni elettroniche, forse l’unica cosa da fare è guidare in relax. E forse la porti a casa con più facilità”.

Rossi appassionato vero

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“Valentino è un senatore a vite, ha dato e sta dando tanto a questo sport e bisogna lasciarlo stare. È un appassionato, voi non vi rendete conto. A volte, quando si parla, sembra quasi che non sia Valentino Rossi 9 volte campione del mondo, uno degli sportivi più famosi, ma uno che vede le gare da fuori come noi. Ora deve forse ritrovare quella serenità di cui sopra. Queste sono le piste migliori per lui”.

Marquez smarrito

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Anche Marc Marquez non attraversa un momento facile. “È un problema capire cosa gli è successo. Quando tutto gira nel modo giusto ti entra come un overboost che ti dà una carica supplementare. Marquez ha vissuto per anni in quella bolla. Adesso è il contrario, glielo vedi negli occhi, ci avete fatto caso nelle interviste dopo le ultime cadute? È un po’ perso, non riesce a trovare un’alternativa a quell’approccio sfrontato che lo ha portato fin qua. Psicologicamente credo che debba trovare la via”.

Viñales in crisi

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Chi sta faticando parecchio è Maverick Viñales “Si trova sempre a combattere con dei personaggi che lo disorientano. È un grande talento, ma serve anche l’aspetto psicologico, l’approccio mentale e lì lui fa più fatica. È come se avesse subito un contraccolpo da Quartararo, che sorride, è gentile, però poi è come il cobra, arriva e ‘tacchete’, ti becca. Maverick si era liberato della presenza scomoda di Valentino e si è ritrovato un altro che gli sta mettendo pressione”.

Vorrei lavorare con Hamilton

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Anche Drudi, come tutti, ha un sogno proibito. “Mi piacerebbe, per come lo vedo muoversi, lavorare con Hamilton. È un anarchico, un personaggio fuori dalle righe, sarebbe interessante capire dove ci si può spingere per lanciare messaggi e fare cose diverse. Lui in questo momento è uno di quelli che può dire la sua”.

Vince Bagnaia

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Chi vince al Mugello? “Io direi che vince Bagnaia. Vedo le Ducati davanti perché questa è una pista rossa e vedo una doppietta, con Quartararo terzo”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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