0 0
Read Time:7 Minute, 54 Second

Uno tra i piloti italiani più amati nella storia della Superbike. Il Mondiale 2021 che comincia in Spagna sarà il primo senza Aldeo Presciutti, scomparso lo scorso febbraio. Dalla rissa evitata a Mexico City grazie a un mazzo di carte all’incidente che ne troncò la carriera, storia di un’icona delle corse

Nico Patrizi

Il Mondiale Superbike 2021, che scatterà in Spagna nel weekend dopo alcune riformulazioni causate dai problemi sanitari, sarà il primo dopo la scomparsa di quello che si può ben definire il veterano italiano della “età d’oro” della categoria. Stiamo parlando di Aldeo Presciutti che, lo scorso 11 febbraio, ci ha lasciati a 58 anni a causa di un arresto cardiaco.

chi era presciutti

—  

Nato a Monterosi (Viterbo), Presciutti fu, a suo modo, un protagonista della categoria fin dal 1989, anno in cui debuttò con la Yamaha OW 01 di Ianniccheri sulla pista siciliana di Pergusa, cogliendo subito due tredicesimi posti e sei punti complessivi. Breve fu il passo perché Presciutti e la Ianniccheri Racing decidessero di tentare una avventura su più larga scala nel Mondiale Superbike 1990. Gli inizi non furono facili, con una serie di ritiri dovuti a una moto molto fragile a livello meccanico. Inoltre al tempo la Superbike aveva una griglia di partenza sempre molto ampia, vicina alle quaranta unità, che non rendeva facile al viterbese ripetere l’ottimo debutto di Pergusa. A Hockenheim ci fu anche il “colpo basso” della mancata qualifica, con un elenco iscritti che superava le cinquanta unità. Nella prima manche di Le Mans, arrivarono le prime parziali soddisfazioni con un buon sedicesimo posto, nella seconda manche Presciutti puntava alla zona punti ma la Yamaha lo tradì. La sfortuna colpì Presciutti anche a Monza, quando una caduta lo estromise mentre puntava alla zona punti. A livello nazionale comunque Aldeo andava “a gonfie vele” conquistando la simpatia di molti appassionati e conseguendo ottimi piazzamenti nelle gare Open, oltre a essere un regolare contendente al titolo italiano Open, che al tempo permetteva la partecipazione anche alle 500 GP.

la scalata di presciutti

—  

Queste performance gli valsero l’ingaggio nel 1991 da parte della Velmotor 2000, che gli fornì una eccellente Kawasaki ZXR 750. Aldeo ripagò la fiducia del team andando subito a punti nel round di esordio a Jarama, dopo avere saltato la prova di Donington per un ritardo di preparazione della moto. In Spagna Presciutti colse un quattordicesimo posto in prima manche, e anche a Misano sarebbe certamente entrato in zona punti se non avesse danneggiato la “Kawa” in un incidente in qualifica. Sfortunatamente, a Hockenheim dovette ancora una volta restar fuori dalla griglia, in una corsa che vide cinquantasette piloti iscritti, e identica sorte per problemi tecnici gli toccò a Magny Cours, nel primo round della Superbike sullo storico tracciato della Nievre. Sotto la pioggia del Mugello Presciutti lottò come un leone, ma la sua seconda manche a causa del diluvio fu un calvario. Nel Campionato Italiano Open corso in prova unica sul “corto” di Vallelunga, ottenne un bel terzo posto dietro a due “big” come Marco Papa, al manubrio della Cagiva 500 GP ufficiale, e al compianto Fabrizio Pirovano.

la vera svolta

—  

Nel 1992 arrivò l’ingaggio da parte della Kawasaki Italia con una ZXR 750 aggiornata, ma la stagione fu un calvario di mancate qualifiche e gare fuori dai punti causa un mezzo tecnico scarsamente competitivo. Presciutti si cimentò anche nel 1992 nel Campionato Italiano, che in quella stagione disputò l’ultima edizione in “prova unica” a Vallelunga, e ottenne un quinto posto nella gara vinta dall’indimenticabile Marco Papa su Tardozzi e Grassetti. Nel 1993 la svolta, con l’ingaggio nel team Red Devils con una Ducati 888. Dopo un esordio difficilissimo sotto il diluvio di Brands Hatch, che vide il dominio di Giancarlo Falappa, Presciutti riuscì finalmente a entrare in griglia a Hockenheim e ad Albacete, in prima manche, arrivò il primo punto. Nella seconda il viterbese calò nel finale terminando diciassettesimo, ma nuove soddisfazioni arrivarono nel round di Misano con un bel dodicesimo posto in prima manche e anche a Zeltweg: sotto la pioggia Aldeo navigò a lungo nella Top Ten in seconda manche prima di uno sciagurato incidente. A Brno, nel round successivo, arrivò un grande riscatto. Sul tracciato ceco Presciutti evitò con maestria la lunga sequenza di incidenti che tolse dalla circolazione diversi avversari (memorabile l’highside di Arpad Harmati) e in prima manche ottenne un bel tredicesimo posto assoluto. Fu però nella seconda manche che Aldeo seppe ancora migliorarsi. Mentre gli altri alfieri italiani della Ducati finirono in terra, Presciutti spinse la moto al massimo tenendo sotto pressione la Yamaha dell’olandese Jeffry De Vries e cogliendo infine un memorabile nono posto assoluto! A completare il successo del team Red Devils anche il quinto posto di Fred Merkel, vincitore dei due primi titoli mondiali Superbike. Questo bel nono posto spinse la Red Devils a schierare Aldeo Presciutti anche nei round “extraeuropei” di Johor, in Malesia, e di Sugo in Giappone. E nella prima manche nipponica arrivò un altro buon tredicesimo posto, sfortunatamente non replicato nella seconda gara, famosa per l’incidente di Carl Fogarty provocato dal comportamento scorretto del doppiato Hideo Senmyo.

nel motomondiale

—  

In seguito arrivò anche il debutto nel Mondiale 500, nel GP di Misano Adriatico che purtroppo rimase tristemente famoso per l’incidente costato le gambe a Wayne Rainey. Scelto come wild-card al pari del ravennate Romolo Balbi, Aldeo fu costretto al ritiro con la ROC Yamaha della Se.Tes.Ce.Co. Tornato alla Superbike, Presciutti colse una serie di piazzamenti fuori da punti, anche se memorabile rimase la sfortuna di Monza quando in gara 2 sotto il diluvio dovette fermarsi con uno stivale sfondato nel quale entrava acqua! All’Estoril in Gara 2 Aldeo fu costretto a cedere il quindicesimo posto alla Ducati del francese Christian Lavieille, calando sulla distanza dopo un ottimo inizio gara.

il mazzo di carte di mexico city

—  

Poi arrivò la trasferta di Mexico City, in quello che passò alla storia come il weekend più “nero” della storia del Mondiale Superbike. Aldeo fu uno dei soli sei piloti a “tentare la sorte” nelle qualifiche ufficiali dopo i disastri occorsi nelle prove libere, con cani che scorrazzavano a lato pista, giovani calciatori che si allenavano in campetti nelle vicinanze del circuito spedendo inevitabilmente qualche pallone lungo il percorso e pick-up di servizio che attraversavano la pista a sessione in atto con sconcerto dei “big”! Dopo la prima sessione di qualifiche ufficiali fu chiaro che non era possibile andare avanti e la gara fu cancellata. L’agitazione tra i piloti era al limite e si rischiò anche una rissa con gli organizzatori locali, quando Presciutti ebbe l’idea di calmare gli animi estraendo un mazzo di carte e organizzando una estemporanea partita con i suoi colleghi, che contribuì a stemperare la tensione e regalò ad Aldeo il supporto di tanti appassionati, che riconobbero in lui il gentleman rider per eccellenza della Superbike. Fu così che la Red Devils confermò nei suoi ranghi Presciutti anche per le due stagioni seguenti.

sempre in lotta

—  

Furono anni difficili, gli ultimi con la griglia piena fino al massimo della capienza ed anche qualche mancata qualifica come sulla “stregata” pista di Hockenheim che nel 1994 registrò il record assoluto di iscritti, ma Presciutti non si tirò mai indietro lottando con accanimento prima con la 888 e poi dal 1995 con la 916. Non colse purtroppo punti, ma divenne parte del “core roster” della serie prendendo parte anche ai round di Phillip Island e di Sentul, in cui tra l’altro sfiorò la zona punti nel 1995. Presciutti sarebbe arrivato a punti anche nella seconda manche di Phillip Island 1995, ma la sfortuna sotto forma di una scivolata gli precluse tale soddisfazione in quella che sarebbe stata l’ultima gara della sua carriera.

l’incidente finale

—  

Nell’aprile 1996 infatti la malasorte colpì Aldeo — ancora confermato dalla Red Devils — nella maniera più crudele. Mentre si stava recando a Misano Adriatico per il primo round stagionale, la sua vettura fu colpita da una auto che era entrata contromano allo svincolo di Deruta a causa della nebbia. Presciutti, che pure non guidava, riportò conseguenze fisiche che misero fine alla sua carriera agonistica. Fu un colpo durissimo per tutti, anche per il Mondiale Superbike che perdeva una delle sue icone. L’incidente di Presciutti tra l’altro cadde pochi giorni dopo la tragedia di Marco Burnelli a Monza, quasi a suggellare una settimana nera per l’universo italiano delle Superbike. La passione in Aldeo non venne comunque meno e, nonostante l’infermità il centauro di Monterosi avrebbe fatto l’impossibile negli anni a seguire per rimanere legato al mondo delle due ruote grazie anche all’appoggio del fratello Giampaolo, anche lui appassionato di motorsport e presenza costante dell’universo Porsche sugli autodromi italiani. Lodevole il gesto della M Racing di Latina che, rilevato il vecchio bancale di Aldeo Presciutti ai tempi della Red Devils, lo utilizza tutt’ora nelle gare Gran Turismo nazionali con tutti i vecchi adesivi legati al pilota di Monterosi.

ciao aldeo

—  

Anche se il suo palmares non è stato stellare, Aldeo Presciutti rimarrà alla memoria di tutti per la sua simpatia e la sua spensieratezza, caratteristiche che lo hanno reso una icona del motociclismo italiano degli anni Novanta e rimarranno nella memoria dei suoi tantissimi fans anche negli anni a venire.

Fonte: https://www.gazzetta.it

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Di Moto Club Biassono

Moto Club Biassono

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *