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Il romano 1° a Jerez: “Gli ultimi 10 giri pensavo a come far festa, poi me lo sono dimenticato. In MotoGP vorrei avere come compagno Quartararo per le risate, ma anche Bastianini, che conosco da sempre. Domenica a Le Mans può vincere Bagnaia”

Paolo Ianieri

È appena tornato da una settimana a Dubai, premio per la prima vittoria in Moto2 di una settimana fa a Jerez de la Frontera. “Sono andato con Diego, il mio manager, che aveva appuntamenti di lavoro e mi ha chiesto di accompagnarlo. Ho fatto la preparazione per Le Mans lì e non è stata una brutta scelta. Che posto, bello bello. Ho fatto il carico di sole. Poi appena atterrato a Roma ho trovato la pioggia” esordisce Fabio Di Giannantonio, ospite della puntata di MotoG-Podcast, il talk condotto da Paolo Ianieri e Zoran Filicic. Dopo esserci andato vicino più volte, Diggia ha finalmente rotto il ghiaccio in Spagna, per un primo successo che lo rilancia nel Mondiale. “Me la sono dovuta sudare, io sono l’uomo delle prime volte — ride il romano del team Gresini —. Gli ultimi 10 giri a Jerez avevo 3” di vantaggio e niente da fare, così mi sono messo a pensare a come festeggiare sul traguardo. Ci ho pensato 10 giri e poi mi sono dimenticato tutto, ho solo impennato, incredibile”. E adesso che ha vinto… non cambierà molto. “Cambia solo a livello di numeri e statistiche, però io ho sempre pensato di poterlo fare. Ora ho più consapevolezza, ma era solo questione di tempo. Questi due anni sono stati tosti, sono cresciuto tanto, ci siamo sempre giocati le gare ma per un motivo o per l’altro abbiamo sempre fatto fatica. Quest’anno che ho cambiato moto, team e tutto, mi sento molto più in condizione di far bene. E a quel punto ti basta solo farlo”.

Io e i tifosi

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Ragazzo estroverso e sempre molto comunicativo, “mi conoscete, come mi vedete io sono, ho 20 anni, la domenica corro in moto e a volte vado pure forte ma resto un ventenne che ama stare con gli amici e giocare a calcetto”, Diggia ci tiene a coltivare un rapporto con i suoi tifosi. “Mi fa tantissimo piacere quando la gente mi riconosce o fa una battuta, soprattutto con i bambini, che è la cosa che ti fa più piacere, mi rivedo in loro quando ero piccolo e ne sono fiero. C’è un ragazzetto che corre in cross che si allena nella palestra dove va anche mio papà. Parlando è venuto fuori che è mio papà e il ragazzino è diventato matto, gli ha chiesto di conoscermi, vuole un poster. Quando mio padre me l’ha raccontato mi si è riempito il cuore. Io non me ne rendo conto, ma faccio il Mondiale Moto2 e ci sono bambini che dicono ‘voglio diventare come lui’. Che è quello che ripetevo io fino a pochi anni fa. Mi rende orgoglioso questa cosa. Il mio idolo da piccolo è sempre stato Troy Bayliss, guardavo sempre la Superbike e lui mi faceva impazzire. Poi nel corso della mia crescita ho avuto ispirazioni, come pilota o persona, ma il mio idolo è sempre stato Troy”.

Il futuro

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“Ho la fortuna di avere un contratto già firmato per l’anno prossimo in MotoGP e l’obiettivo sarà quello di imparare il più possibile dai grandi e poi cercare di giocarsi le gare, voglio essere un vincente anche in MotoGP ed essere campione del mondo. È quello che ho in testa, ma bisogna lavorarci. Chi vorrei avere come compagno? Per farmi due risate Fabietto Quartararo, ma è già bloccato. Enea Bastianini sarebbe figo, con lui ci conosciamo davvero da piccoli. A me la cosa che piace troppo è che quando siamo in griglia, e a me è capitato spesso di partire indietro perché in qualifica faccio schifo, mi guardo intorno, vedo tutti gli altri e mi dico ‘Ma porca miseria, guarda te, siamo gli stessi che eravamo in minimoto e adesso siamo al Mondiale con tutte queste moto fluo’. È una assurda. Sarebbe bello essere noi due assieme”. Ma alla domanda se si vede più pilota da Aprilia o da Ducati, visto che Carlo Merlini, braccio operativo del team Gresini sta parlando con entrambe le Case per il 2022, Diggia si rifugia dietro un bel “Next question please?”.

A Fausto direi…

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La storia tra Di Giannantonio e il team Gresini è un po’ quella del figliol prodigo, col romano che dopo il debutto in Moto3 aveva rotto con l’ex iridato della 125, scomparso a fine febbraio vittima del Covid, prima del ritorno questa stagione. “Abbiamo avuto qualche battibecco l’ultimo anno in Moto3 ma non per motivi legati strettamente legati a me e a lui e ci siamo lasciati male. Ma io non ho mai avuto dubbi sulla sua struttura e credo, e me lo ha dimostrato, che anche Fausto non abbia mai avuto dubbi sulle mie capacità. Ci eravamo divisi ma ci siamo ritrovati benissimo con un progetto molto allineato sul modo di fare le corse. Ci sentivamo tutti i giorni, alle gare ero sempre a mangiare nel suo motorhome. Sai quante volte gli dico ‘Quanto vorrei che vedessi tutto questo Fausto, perché lo abbiamo fatto assieme’. È un grandissimo peccato”.

Mondiale a 5

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Per il Mondiale sembra essere una lotta a quattro con lui, Sam Lowes, Remy Gardner e Marco Bezzecchi. “Ma io aggiungo anche Raul Fernandez, è un rompiscatole perché va forte. I debuttanti adesso non sono più davvero tali, hanno la Yamaha R1 a casa, ci vanno a girare, quando arrivano conoscono già la categoria. Lui è pronto e sta facendo paura”.

Bravi italiani

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Con Francesco Bagnaia in testa al Mondiale, Franco Morbidelli sul podio a Jerez e in Moto 2 Marco Bezzecchi e Di Giannantonio a giocarsi sempre le prime posizioni, è un’Italia che può puntare in alto. “Io penso che la nostra sia una generazione di piloti forti, siamo cresciuti tutti nel modo giusto facendo un bel percorso. Siamo sempre stati quelli che eravamo davanti, siamo una gran generazione”.

Miller pilota di cuore

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“Ci ha impiegato un po’, ma quest’anno Jack ha tutte le carte in regola per far bene. E ha alle spalle una Casa come la Ducati che quest’anno ha fatto un bel passo avanti, nonostante lo sviluppo non fosse troppo aperto. Jack è un pilota forte che quando è in giornata fa paura, è uno molto di cuore, è bravo bravo bravo. Da quello che so io si è anche messo molto in riga, prima era molto meno atleta e questo ti dà una mano. Per quello io mi impegno molto a casa, ho la persona giusta, il mio preparatore Daniele Pinto che mi tiene molto in riga e al quale io tengo molto, mi dà davvero tanto”. E che lo tiene a stecchetto, vietandogli anche la carbonara, il suo piatto preferito. “Zero. Anche se dopo la vittoria o un podio io però scappo e me la mangio, per poi beccarmi gli insulti quando posto le foto sui social”.

Chi vince a Le Mans?

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E per il GP di Francia ecco la previsione di Diggia. “In Moto3 non ve la dico perché succede sempre un macello a tutte le gare. Possiamo solo dire che vince Acosta e gli altri non li azzeccherai mai. In Moto2 speriamo di rivincerne un’altra, ma non mi voglio mettere. Visto che ha vinto l’anno scorso e lì va sempre forte, dico Lowes, poi Gardner che è un bello staccatore e poi Fernandez. Io mi tengo fuori per scaramanzia. In MotoGP le Ducati per me andranno molto forte, quindi dico Pecco, perché mi sa che gli piace pure Le Mans, sta facendo paura, ha fatto un grandissimo step di guida e di testa. Poi ci metto Fabietto Quartararo dopo che ha fatto quella garaccia a Jerez, è incredibile come non si sia ancora capito perché soffriamo di sindrome compartimentale. E non sono sicuro che operarsi sia la soluzione. Come terzo infine ci metto Mir”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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Di Moto Club Biassono

Moto Club Biassono

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