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Le impressionanti cifre di Alpinestars, che ha diffuso i dati dei sensori della tuta dello spagnolo, rendono bene l’idea delle sollecitazioni che il pilota ha dovuto sopportare nella terribile caduta delle libere in Portogallo

La carambola di Jorge Martin nel corso delle FP3 del GP del Portogallo ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Il pilota spagnolo se l’è cavata con qualche frattura, quasi un sollievo vista la terribile dinamica dell’incidente. Dopo la caduta, avvenuta nei pressi della curva 7 del circuito di Portimao, sia il pilota che la moto hanno infatti ripetutamente rimbalzato sulla ghiaia della via di fuga, con la Desmosedici che prima di ridursi in brandelli ha letteralmente investito il povero Jorge. È andata bene, decisamente bene, e a dimostrarlo ci sono anche i dati diffusi da Alpinestars.

Una lunga carambola

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Il brand veneto, marchio che da ormai diversi decenni veste e protegge i campioni del Motorsport con il suo abbigliamento tecnico, è sponsor e fornitore di numerosi piloti del Motomondiale. Tra questi, oltre a Maverick Vinales, Fabio Quartaro e Marc Marquez, c’è anche Jorge Martin: i sensori collocati da Alpinestars nella tuta di Martinator ci offrono un’immagine più precisa del capitombolo, e soprattutto delle sollecitazioni che Jorge ha dovuto sopportare nel suo ruzzolone. A stupire è innanzitutto la durata, dal momento che la carambola è durata ben 5.2 secondi. Provate a contarli: un’eternità se pensiamo che durante tutto questo tempo (misurato a partire dal primo dispiegamento dell’airbag) l’iridato 2018 della Moto3 rimbalzava ripetutamente nella ghiaia di Portimao.

ALTRO CHE JET

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Il secondo dato impressionante è relativo alla violenza e al numero di colpi subiti. La tuta di Jorge ha rilevato ben sette urti superiori ai 20 G di picco, il più duro dei quali ha addirittura superato – tenetevi forte! – i 26 G. Una botta devastante, soprattutto se consideriamo che il corpo umano non riesce a sopportare accelerazioni superiori a 6 G per più di 5 secondi circa, limite oltre il quale si va incontro alla perdita di coscienza o a conseguenze ancora peggiori. Per fare qualche esempio i piloti di Eurofighter Typhoon , uno degli aerei da caccia più prestazionali e maneggevoli attualmente in servizio, sono chiamati a sopportare picchi di massimo 9 G positivi e 3 G negativi. Ancora, un’auto da corsa come una F1 ha sullo 0-100 km/h (circa 2.5 secondi) un’accelerazione media che si assesta sul singolo G, anche se in frenata le monoposto arrivano facilmente a decelerazioni medie di circa 4 G (con picchi anche superiori). Anche se si tratta di un paragone molto “grossolano” e scarsamente significativo dal punto di vista fisico, fa effetto pensare che il picco di 26 G sopportato da Jorge nella sua caduta equivarrebbe ad uno 0-100 km/h coperto in appena 0.1 secondi. Roba da Millenium Falcon!

Fonte: https://www.gazzetta.it

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