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II pilota australiano era stato operato all’avambraccio destro per sindrome compartimentale. Dopo il GP di Portogallo ha mostrato l’impressionante squarcio sullo stesso arto. Ora una nuova fase di convalescenza

Tre gare non sono sufficienti per emettere verdetti, ma qualche certezza già affiora. Per esempio, sicuramente non è il momento più fortunato per Jack Miller. Il pilota australiano della Ducati aveva concluso il 2020 in crescendo e, passato al team ufficiale, sembrava pronto a lottare per il titolo. Invece, per ora 14 punti in tre gare, l’ultima delle quali conclusa con una brutta scivolata che ha letteralmente aperto vecchie ferite.

DOLORE

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Dopo il secondo Gran Premio della stagione Miller era stato operato all’avambraccio destro per rimediare alla sindrome compartimentale manifestata a inizio anno. Era arrivato in Portogallo ancora convalescente, ma con la speranza di risalire la classifica. La sua caduta quando era in top 5 ha squarciato la zona in cui erano presenti i punti di sutura. L’australiano ha mostrato il risultato alle telecamere di Dazn Spagna con una foto al cellulare scattata alla ferita.

CONSEGUENZE

—  

Miller non ha notato subito la ferita: “Me ne sono reso conto quando mi sono tolto la tuta. Ora dovrò ricucire la ferita, quindi ricomincerà il recupero. Mi è stato vietato di fare motocross. Potrò allenarmi solo con la moto stradale”. Quindi un’analisi della sua scivolata: “Prima di cadere avevo già sbagliato inizialmente, quando ho quasi toccato Mir. Poi ho commesso un errore stupido, ho frenato dove non dovevo nel momento sbagliato. Ero dietro ad Aleix Espargaro e ho perso il riferimento, è stata colpa mia”. Autocritica e resistenza al dolore: la risalita di Miller riparte da queste qualità.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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Moto Club Biassono

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