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In ‘MotoG-Podcast’, condotto da Paolo Ianieri e Zoran Filicic, il numero 1 del team Pramac a ruota libera: da Marc, alla Honda, fino al momento magico della sua squadra

In testa al Mondiale, come mai in questi 20 anni. È un momento magico per Paolo Campinoti e la Pramac, il team junior Ducati, che con Johann Zarco si presenta in Portogallo da leader del Mondiale, grazie ai due secondi posti nelle due gare in Qatar con, ciliegina sulla torta, il 3° posto del rookie Jorge Martin in gara-2. Campinoti è l’ospite della puntata di domani di “MotoG-Podcast”, il talk della Gazzetta dello Sport condotto da Paolo Ianieri e Zoran Filicic.

La bandiera in Bahrain

 

Tanti gli argomenti toccati dall’imprenditore toscano, che in occasione del GP del Bahrain ha sventolato la bandiera a scacchi che ha chiuso la prima gara del Mondiale di F.1 (“Un’esperienza bellissima, molto adrenalinica”), e che al microfono non si tira indietro su nessun tema. Iniziando da Zarco: “Johann è nel pieno della maturità e credo che questo sarà l’anno in cui potrà esprimere tutto il suo potenziale. Ma vorrei smorzare gli entusiasmi. Ci sono squadre molto più strutturate, l’obiettivo resta di essere il miglior team indipendente”. Passando per Martin: “Ha dimostrato subito di avere talento da vendere e tantissima personalità. Martin è stato voluto fortemente da Gigi Dall’Igna (d.g. Corse Ducati; n.d.r.), è stato una sua fissa, e devo dargli merito che è stata una scelta super azzeccata”.

marquez sovrannaturale

 

Nel weekend torna Marc Marquez, e Campinoti non ha dubbi: “Proprio perché è Marquez cercherà di vincere già dalla prima gara. Sarà davanti, qui si sta parlando di un essere sovrannaturale. Lo prenderemo presto in Pramac, stiamo trattando… Fosse vero! Non ci verrà da noi, ma se un giorno avesse voglia, faccio i debiti per prenderlo”. Mentre invece bastona la Honda. “In due anni la Honda senza Marquez non ha toccato palla. A noi italiani piace sembra dare contro a quello che abbiamo, ma noi abbiamo una Casa come Ducati che negli anni ha fatto quello che ha fatto e che è sempre davanti, contro una Honda che ha 10 volte il suo budget: per me la Ducati è molto meglio della Honda”.

E con Renzi…

 

Infine parla anche di Matteo Renzi, presente al GP del Bahrain: “Non ero io con lui, né lui con me. Questo è un giornalismo molto approssimativo, io ero lì per gli affari miei per lavoro, l’ho incontrato nel paddock, lo conosco e l’ho salutato come avrei salutato qualunque altra persona che conoscevo. In genere si fa un minimo di fact-checking, bastava chiedere a chiunque invece è montata una tempesta in un bicchier d’acqua. È come le bombe che tirava Maurizio Mosca, ormai si vive costantemente con una tipologia di informazione così”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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