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Valentino Rossi replica a Marco Lucchinelli: “Il suo giudizio mi fa male. Faceva l’amico ma a un certo punto a iniziato a parlare male di me, e non ho mai capito bene il motivo. Ognuno può dire la sua, anche se mi dispiace. Ma se i risultati arriveranno, tutti torneranno sul carro del vincitore”

Non è la domenica delle rivincite solo per la Ducati, ma ancor più per la Yamaha Petronas, che il 28 marzo ha raccolto molto, ma molto meno di quel che si aspettava, con Valentino Rossi che scattava 4° e ha chiuso 12°, in crisi con la gestione delle gomme, mentre peggio è andata a Franco Morbidelli, uno dei grandi favoriti alla vigilia, che per un problema tecnico legato all’abbassatore di partenza (l’holeshot) o alla sospensione posteriore ha di fatto finito la gara ancora prima di cominciarla per un 18° posto inimmaginabile alla vigilia.

lucky non ti capisco

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Cerca riscatto anche Valentino, che dal ritorno in pista dopo il Covid è finito per 3 volte 12°. “Non è quello che vogliamo e non è il nostro potenziale, dobbiamo e possiamo essere più forti”. L’esordio del 28 marzo è stata l’occasione per vedere allargarsi il coro di coloro che chiedono a Rossi di ritirarsi. L’ultimo, e senza troppi giri di parole, è stato Marco Lucchinelli: “Valentino è stato un genio, un marziano, però ora è tornato sulla terra e non si devono trovare più tante scuse, adesso basta. Ha sempre corso per vincere, ma ora corre per arrivare”, le parole dell’iridato 1981 con Suzuki all’agenzia di stampa Lapresse. Alle quali Valentino replica senza polemiche, ma mettendo i puntini sulle i. “Mi dispiace che sia Marco Lucchinelli a dirlo, perché è stato un grande amico di Graziano, siamo stati molto amici noi e tutte le volte che lo vedo è super gentile con me, vorrei dire che mi lecca il c… ma magari questo è un brutto modo per dirlo. Non lo so, a un certo punto Lucchinelli ha iniziato a parlare sempre male di me, ma non ho capito bene il perché. Però alla fine ognuno può dire la sua, anche se naturalmente mi dispiace. Quelli che sono importanti sono i risultati, se riuscirò ad andare forte tutti risaliranno sul carro del vincitore, se non ce la farò continueranno a dire che dovevo smettere qualche anno fa. Io comunque spero solo una cosa, e l’ho detto più volte ad Albi e Uccio (Tebaldi e Salucci, suoi amici storici; n.d.r.): che quando sarò vecchio non diventerò come loro”.

serve rispetto

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Un discorso che, parlando del contatto avuto in gara da Rossi con Brad Binder, che gli era costato 4 posizioni, si era allargato al rispetto tra i piloti: “Quando ho cominciato, i giovani avevano più rispetto per i piloti più vecchi, ma ora è tutto il mondo che è cambiato, non solo le corse. E non dipende dalla posizione per cui lotti, ma dai piloti. Alcuni sono puliti, altri, come Binder, entrano duri e non si preoccupano, mollano i freni e ti colpiscono. Poi ora con tutte queste telecamere se reagisci dicendo o facendo una cosa vera, sanguigna e sincera nascono polemiche che ti sfiniscono per tre settimane. Quindi bisogna essere, o fingere di essere, politically correct. O farlo da furbi”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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