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Tony Arbolino debutta in Moto2 con il team Liqui Moly Intact GP: il giovane italiano vuole fare già bene, ma deve fare i conti con i nuovi avversari e la nuova moto. Il segreto per fare bene è trovare un buon rapporto con la squadra e partire il più possibile davanti

Quest’anno tra i protagonisti della Moto2 c’è un altro italiano, che l’anno scorso ha sfiorato il titolo mondiale della Moto3, Tony Arbolino. Il giovane comasco sarà in sella alla Kalex del team Liqui Moly Intact GP ed è pronto ad affrontare la sua prima stagione della classe di mezzo.

Una nuova avventura

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Nuovi avversari, nuova moto, nuova squadra. Tony Arbolino dovrà adattarsi a numerose novità, ma l’italiano si allena già da diversi anni con le moto grandi e non vede l’ora di confrontarsi con questa nuova grande sfida: “La notte prima degli esami è troppo bella, è la sera più bella. Sono molto emozionato… vedermi nel video finite le prove è stato incredibile. Sono molto contento e fiero. Dobbiamo solo crederci e divertirci che tutto verrà!”. La Moto2 richiede una gestione diversa delle gomme, ma la chiave per fare bene sono le qualifiche: infatti, a differenza della Moto3, qui è molto difficile recuperare posizioni ed è fondamentale rimanere davanti fin da subito. “Non so se saranno più difficili le prove o la gara. La gara sarà comunque una conseguenza del lavoro fatto prima, perchè in Moto2 partire indietro è un po’ più rognoso rispetto alla Moto3. Dobbiamo fare delle belle prove e una bella qualifica, fare un giro alla morte e partire il più possibile davanti. Poi seguire il ritmo gara, vedere quanto ne ho di più e quanto di meno e gestirla. Non so cosa aspettarmi, veramente.

La squadra fa la differenza

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La Moto3 è una piccola 250 cc, che richiede velocità di percorrenza molto alte, mentre la Moto2 è quasi una 800 cc, tre cilindri, con una gestione meccanica ed elettronica molto differente con cui fare i conti: “Tra Moto2 e Moto3 in realtà non ho trovato grandi differenze: poche ma importanti. È una moto facile da intuire però ci sono cose da guardare bene, studiarle da pilota perchè ho delle abitudini un po’ sbagliate che sulla Moto2 non funzionano. Le gomme diverse, il motore da sfruttare di più… sono queste le cose. Però è proprio una bella moto”. Inoltre, la telemetria ha assunto un ruolo chiave per ottenere grandi risultati e in Moto2 i parametri da valutare con la propria squadra sono numero: “La telemetria è molto importante, così come il gruppo del team. Il feeling che hai con il capo tecnico e il telemetrico fa la differenza: tutti insieme dobbiamo formare una bella squadra per trovare il dettaglio che ti fa vincere. Io sono in buone mani e spero anche loro con me, quindi cerchiamo di dare il massimo!”

Fonte: https://www.gazzetta.it

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