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Che cosa succederebbe con potenze di quasi 300 Cv? Il pilota del team Lcr in Qatar ha provato una partenza a briglie sciolte con la sua Honda RC213V. Ecco il risultato

Una MotoGP senza controlli. È questo il sogno di tanti appassionati del Motorsport, che vorrebbero vedere i propri beniamini alle prese con oltre 270 Cv direttamente collegati alla manetta. Via l’anti-wheeling, il traction e il launch control, tutti quegli ammennicoli tecnologici che a detta dei “puristi” hanno sporcato la nobile arte della guida e appiattito spettacolo e talento. D’altra parte le mitiche 500 due tempi si guidavano così… senza elettronica.

TRACTION CONTROL? NO GRAZIE

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Perché se è vero che le mezzo litro pesavano solo 130 kg e che il due tempi è per sua natura un motore “bastardo”, pronto a scaricarti a terra non appena pensi di averci preso confidenza, c’è anche da dire che oggi le MotoGP hanno circa il 40% di potenza in più, poco meno di 100 Cv di surplus rispetto alle ultime GP a miscela che corsero le stagioni 2001 e 2002 (circa 190 Cv). Una dimostrazione di cosa succederebbe se staccassimo improvvisamente i controlli a una MotoGP l’abbiamo avuta in più occasioni con lo sfortunato Dani Pedrosa. Come dimenticare il buffo episodio del 2007 quando, alla presenza di un John Hopkins sconcertato, il pilota spagnolo si mise la moto per cappello durante una prova di partenza (probabilmente a causa dei controlli non inseriti). O ancora il violentissimo highside di Aragon 2013, quando per un contatto con Marc Marquez si tranciò il cavo del senso della velocità della ruota posteriore della RC213V numero 26. Va sottolineato che Dani fu colto di sorpresa – ad averlo saputo avrebbe semplicemente aperto il gas più delicatamente – ma il modo in cui fu catapultato in aria è rimasto impresso nella mente di fan e addetti ai lavori. E ovviamente del povero Dani, beffato per la seconda volta da un’elettronica traditrice.

PARTENZA A TUTTO GAS

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Nel corso degli ultimi anni i controlli si sono fatti ancora più raffinati e giocoforza invasivi, tutto a beneficio di prestazioni sul giro che altrimenti sarebbero semplicemente irraggiungibili. Ma viene da pensare che, con le odierne potenze in gioco, le MotoGP di oggi sarebbero semplicemente inguidabili, anche per i piloti più abili e veloci del mondo. Con 270 Cv “puri”, persino le partenze si trasformerebbero in una sorta di… barbecue di gomma bruciata: ce lo ha dimostrato negli scorsi giorni Takaaki Nakagami, il pilota del team Lcr che nel corso degli ultimi test in Qatar ha provato sul rettifilo di Losail un “lancio” a briglie sciolte con la sua Honda. Con il risultato che potete immaginare… anzi, vedere in prima persona.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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