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La Petronas ha un budget elevato, le moto Yamaha sono competitive, Vale non avrà più la pressione del team ufficiale, Franco avrà il compagno migliore per crescere ancora. Si daranno battaglia ma il 2021 potrebbe essere un anno felice

Massimo Falcioni

“Amici mai”, cantava Antonello Venditti ed è quel che da sempre accade nel motociclismo, specie fra due compagni di squadra in lizza nelle stesse gare, nello stesso campionato. “Nelle corse è davvero difficile essere amici tra colleghi, figurarsi tra due compagni dello stesso team. Per vincere non bisogna guardare in faccia nessuno”. Giacomo Agostini dixit. Giorni prima della presentazione del Team Yamaha-Petronas, il vice campione del mondo MotoGP 2020 Franco Morbidelli, che quest’anno si trova in squadra con il 9 volte iridato Valentino Rossi, diceva: “Sarà divertente nel box con Valentino”. Passato l’unveiling Petronas dell’1 marzo con le frasi e i sorrisi di rito, sarà davvero così “divertente” questo nuovo sodalizio anche pensando alla convivenza mai facile in passato fra l’asso di Tavullia e i suoi compagni di squadra, Jorge Lorenzo su tutti? Si vedrà.

gli obiettivi dei piloti petronas

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Non sarà un team fra due separati in casa ma ognuno tirerà diritto per la propria strada, pensando solo a se stesso. Per Franky, il 26enne di origini brasiliane tirato su e lanciato nel mondiale dall’Academy di Rossi, l’obiettivo non è mettersi dietro Rossi ma confermare il gran 2020 (straordinario secondo posto meritato quanto inatteso!) puntando al colpaccio, cioè al titolo MotoGP. Per Valentino, il “sempreverde” Dottore 42enne, l’obiettivo è frenare la discesa degli ultimi anni, dimenticare il 2020 peggior stagione di sempre, tornare a battersi per il podio e, perché no, salire almeno una volta sul gradino più alto. Per Rossi, il vecchio leone deciso a tutto per l’ultimo assalto, il nuovo compagno di squadra Morbidelli, è il primo avversario in pista?

le yamaha di rossi e morbidelli

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Di certo Franco è per Valentino il miglior compagno di team che potesse desiderare, non foss’altro per la sua correttezza in corsa e fuori, quindi l’unico di cui non temere tiri mancini. I due, anche sul piano tecnico, partono su due livelli. Rossi dispone della Yamaha ufficiale 2021, la stessa di Viñales e Quartararo. Morbidelli dispone della versione 2020. Anche per le limitazioni imposte allo sviluppo, quest’anno non c’è gran differenza fra i motori Yamaha. La scorsa stagione le M1 più evolute, oltre al noto handicap di velocità di punta, avevano problemi di motore, specie alle valvole: i propulsori delle M1 “satelliti” (di fatto quelli del 2019) giravano meno (limitatore più basso di almeno 300/400 giri) e alla fin fine ciò si è tramutato in vantaggio, come dimostrato dai risultati di Morbidelli. La differenza era ed è nel telaio, (e nella aerodinamica), per alcuni particolari, soprattutto per la messa a punto generale. E qui la bilancia pende a favore del Team Petronas rispetto a quello della Yamaha ufficiale, anzi pende a favore di Morbidelli che può godere, come già l’anno scorso, del supporto di Ramon Forcada, l’uomo che nel weekend, sul campo, fa la differenza. Per Morbidelli è stato e sarà Forcada, anche quest’anno, l’asso nella manica. Quel Forcada che farà di tutto perché il suo pupillo stia davanti al suo “maestro” e non darà di certo una mano a Rossi, in caso di necessità.

lo scenario di valentino

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Valentino, di positivo, avrà meno pressione che sulla M1 del team ufficiale e potrebbe trarre vantaggio dalla bagarre e dalle bagarre dei “giovani leoni”, con dentro lo stesso “amico” e compagno di team Morbidelli. Come andrà Valentino? Lui è a posto, anzi tirato, in palla. Dipende però dalla partenza, dalle prime gare. Se inizia male, chiuderà peggio. Se parte competitivo, almeno da seconda fila, qualche risultato ci sarà, anche un possibile exploit. Comunque andrà, farà “buon viso”, anche in caso di conferma di quel declino che è nei fatti. Quel che conta, per Rossi e Morbidelli, sono i risultati di gara e di campionato.

lo scenario di petronas

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Per il team Petronas, forte di uno sponsor di gran potenza economica e non solo, l’obiettivo è essere in gioco, stare nella partita che conta, competitivi. Avere Rossi in squadra, per questo team che dire facoltoso è poco, è già un gran risultato, sul piano dell’immagine internazionale, di gran peso non solo a livello sportivo e di business, ma anche politico. Per la Malesia, Rossi è un gran bel biglietto da visita da far valere oggi, domani e forse anche dopo. Ciò vale, almeno in parte, anche per il motociclismo, specie in mancanza di Marquez o con Marquez non ancora “a posto”: la MotoGP, alias Dorna, ha ancora bisogno di Valentino in campo, per cui spetta adesso al 9 volte campione del mondo pesarese dimostrare di essere una risorsa, anche senza la possibilità di indossare la corona numero 10.

gli obiettivi di Rossi e Petronas

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Per Petronas l’obiettivo sarebbe quello di stare davanti al team Yamaha ufficiale e se ciò dovesse accadere magari con Rossi, sarebbe come toccare il paradiso. Per lo stesso Rossi, e qui sta il bello, sarebbe comunque un successo avere il “suo” Morbidelli anche davanti, in lotta per il titolo 2021. Un valore aggiunto per l’Academy VR46, un altro prezioso tassello, l’ultimo, per lo sbarco in di un team totalmente VR46 in MotoGP, col vento in poppa e contratti milionari.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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