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Alle 10.30 di lunedì 1 marzo la diretta per la presentazione della M1 di Vale e Morbidelli, con il nove volte iridato che si lancia verso un’altra avventura. Forse quella finale

L’ultima sfida. Valentino Rossi attende il vernissage della Yamaha Petronas come il probabile film conclusivo della sua carriera. Se il 2021 sia poi solo il primo tempo per concedersene un secondo nel 2022, se i risultati lo soddisferanno, è plausibile che comunque l’appendice possa maturare sempre in seno alla squadra malese che lo ha accolto dopo l’addio del team ufficiale di Iwata.

Altra sfida

 

In vista della presentazione della M1 versione 2021, visibile lunedì 1 marzo dalle 10.30 italiane con streaming visibile anche su Gazzetta.it, l’immarcescibile Valentino segna un’altra tacca nell’alpenstock della sua inimitabile carriera. Che con questa raggiunge la stagione numero 26 nel motomondiale, dopo aver piazzato la sua bandiera su tutte le cime più prestigiose. Una sfida in più per Valentino Rossi, che dopo il 15° posto dello scorso mondiale – suo peggior piazzamento di sempre – vorrà dimostrare, a se stesso prima che agli altri, di potersela ancora giocare nella lotta alle posizioni vicine al podio. A 42 anni ha passione ammirevole per l’anagrafe – il più anziano dopo di lui, Aleix Espargaro, ne ha 31 – e una dedizione totale che gli consente di regalare ancora sprazzi della sua antica classe: il cronometro spesso non lo asseconda, ma la tempra del pluriridato è inossidabile.

Suggestione

 

Un compagno giovane, il 26enne Franco Morbidelli, che ha accolto e svezzato nella sua VR46 Riders Academy fino a fargli raggiungere rendimento, maturità e consistenza da titolo – l’anno scorso gli è sfuggito per soli 13 punti – rappresenta un stimolo in più in un confronto generazionale di elevato interesse e dagli innumerevoli risvolti umani. Inferiori solo a quelli che legheranno Valentino al duello con il fratello Luca Marini, al debutto in MotoGP con la Ducati del team Esponsorama. Non è la prima né l’unica coppia di fratelli in pista in top class – ci sono pure Alex e Marc Marquez, oltre a Pol e Aleix Espargaro – , ma quella di maggiore suggestione. Impatto mediatico delle figure coinvolte, gap anagrafico (fra i due ci sono 18 anni e mezzo di differenza) e blasone in ballo renderanno il confronto speciale.

Le side precedenti

 

Quella con il team Petronas, è l’ennesima sfida di Rossi: maturando verso il tramonto della sua carriera è ammantata dai colori della suggestione, ma pesa meno delle sue grandi, precedenti, tenzoni. La prima, in ordine cronologico e per importanza, fu nel 2003 l’addio alla Honda, dopo 3 titoli di fila, per rivitalizzare una Yamaha asfittica: l’orgoglio di dimostrare che l’uomo poteva avere un peso maggiore del mezzo a sua disposizione gli è valsa l’incoronazione nel team di Iwata, condotto a 4 corone iridate in 6 anni, dove ha raggiunto un’idolatria assoluta. La sfida successiva, in Ducati, nel biennio 2011-2012 è stata fallimentare, colpa di una chimica mai creatasi fra lo stile del pilota e le caratteristiche della moto. Da lì però il campione ha trovato l’umiltà, e gli appoggi, per rimettersi in corsa, rientrare in punta di piedi nello stesso team Yamaha, ritrovare competitività e riassaporare la vittoria (10 volte negli ultimi otto anni), ma non il titolo, solo sfiorato nel velenoso 2015.

Passaggio di consegne oppure…

 

Adesso in Petronas, team satellite, ma di elevato spessore tecnico e in netta ascesa, Vale troverà un ambiente più tranquillo per lavorare senza pressione sul materiale a disposizione – Rossi diporrà di una M1 ufficiale, mentre Morbidelli di una Spec-B – senza disperdersi troppo nella sperimentazione delle novità. Sarà un’annata particolare per Valentino: potrebbe fare una staffetta con Morbidelli, tracciandogli la strada per sedersi su quello che un tempo fu il suo trono, ma pure una stagione da vivere con spensieratezza, cercando di capire – ma lo dirà il cronometro – se si sente davvero pronto per appendere il casco al chiodo e sposare, chissà, un futuro da manager dietro al muretto, con le insegne di quella VR46 con cui correrà il fratello. Intanto, il conto alla rovescia per vederlo vestito di verde Petronas è iniziato.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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